Travestirsi per esorcizzare la paura
di Federica Giusti - venerdì 30 ottobre 2026 ore 09:00

Siamo vicini ad Halloween, festa talvolta amata e talvolta odiata. Non entrerò nel merito di ciò che rappresenta al livello religioso, non è questa la sede e non sarei io certo la persona giusta, ma del simbolico e dell’emotivo sì, possiamo parlare!
Perché ci piace travestirci, indossare maschere e trasformarci, almeno per una notte, in creature mostruose, fantasmi o esseri soprannaturali? Dietro il piacere del travestimento si nasconde qualcosa di più profondo del semplice divertimento: il desiderio di avvicinarci a ciò che ci spaventa, senza esserne sopraffatti, di avere la parvenza di controllare l’incontrollabile.
La psicologia ci insegna che il gioco è uno spazio simbolico in cui possiamo esplorare emozioni difficili da affrontare nella vita quotidiana. Attraverso una maschera, diventiamo altro da noi stessi. Possiamo dare un volto alle nostre paure, renderle visibili e, almeno per un momento, sentirci capaci di controllarle.
È anche un modo per esorcizzare la morte, uno dei grandi misteri dell'esistenza. Fantasmi, scheletri e figure mostruose richiamano la fragilità del corpo, la perdita e l'ignoto. Ma, trasformando questi simboli in personaggi da interpretare, li togliamo temporaneamente alla loro dimensione angosciante e li portiamo nel territorio del gioco.
La maschera, inoltre, ci offre una libertà particolare: sospende le regole abituali, attenua le inibizioni e ci permette di sperimentare identità diverse. Possiamo giocare con il confine tra ciò che siamo e ciò che temiamo, tra il familiare e lo sconosciuto.
Forse è proprio questo il fascino del travestimento: non eliminare la paura, ma imparare a starle vicino attraverso l'immaginazione, l'ironia e la condivisione.
Perché, quando l'ignoto diventa gioco, anche ciò che ci spaventa può apparire meno minaccioso. E possiamo concederci, almeno per una notte, di guardare in faccia i nostri fantasmi senza dover fuggire.
E quindi, dolcetto o scherzetto?
Federica Giusti








