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mercoledì 05 agosto 2020

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

Coronavirus

di Libero Venturi - domenica 01 marzo 2020 ore 07:30

Con l’impazzimento del clima, l’invasione delle cavallette, il ritorno di mosche e zanzare è arrivato anche il coronavirus, in sigla Covid-19, attivando il meccanismo “fine del mondo”. Si sta scolorendo perfino “L’urlo” di Munch, dipinto nel 1910, simbolo del dramma collettivo, dell'angoscia, del dolore e della paura. Per fortuna sembra che la scienza possa curare il celebre quadro, così come il coronavirus. Che poi uno dei modi possibili per sconfiggerlo sarebbe anche quello di spengere la televisione e sospendere i social. Naturalmente non prima di aver letto di cosa si tratta e aver appreso le precauzioni da adottare che alla fine sono poche: sopratutto lavarsi le mani in modo rituale, magari cantando per due volte il ritornello “Tanti auguri a te” come insegna il protagonista, peraltro uno scienziato, di “Basta che funzioni” di Woody Allen. E poi starnutire sul gomito in modo plateale. E, dato che il virus si trasmette per via orale, scambiarsi baci ed altre effusioni, solo a due metri di distanza. Si trasmette anche per via fecale, ma per questo non ci sono indicazioni ritenute utili o necessarie. D’altra parte il mondo si è azzerato e non si parla d’altro e così ne parlo anch’io.

Questo virus ha una particolarità, quella di aver fatto un salto di specie. E non di genere come ha ripetuto due volte il simpatico Mirabella in tivvù. Non sono certo uno scienziato, ma forse nemmeno lui: un salto di genere sarebbe passare da una femmina ad un maschio o viceversa, anzi sicuramente viceversa. Comunque pare sia partito dal Pipistrello, il che gli dà una fama sinistra di Dracula virus. Sennonché il passaggio non sarebbe avvenuto direttamente dai pipistrelli a noi, ma tramite uno strano animaletto, lo squamoso Pangolino, che invece starebbe a contatto con i pipistrelli e con noi, per il semplice fatto che ce lo mangiamo e con le sue scaglie ci fanno roba per la medicina cinese. Un traffico da 19 miliardi di dollari all’anno. Lo mangiano da quelle parti dove vive e, infatti, è in via d’estinzione. Come si farà a mangiare un Pangolino, che già dal nome fa tenerezza, non si sa, ma noi che abbiamo mangiato l’Istrice, altro animale oggi protetto, bisogna tacere; è anche più difficile perché non ha squame, ma aculei. L’uomo è una razza che non va tanto per il sottile, quanto a fame o, peggio, appetito per non parlare di medicamenti vari. E infatti si becca il coronavirus.

Naturalmente non manca chi, esibendo prove da cui non si capisce un cazzo, sostiene che il virus coronato è stato prodotto in Cina, in laboratorio, come arma per la guerra batteriologica e poi, ops, è sfuggito uccidendo centinaia di cinesi. Letale come arma, ma non proprio affidabile. Oppure sono stati gli USA, in piena guerra dei dazi con la Cina. Addirittura c’è chi si spinge a dichiarare che è la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ad aver sponsorizzato il laboratorio in questione per sperimentare i vaccini che poi saranno venduti dalle industrie farmaceutiche con lucri stratosferici. Perché tutto è un complotto e c’è chi ci specula, dicono. E gli speculatori peggiori sono proprio loro, i diffusori in rete di queste Fake News, perché speculano sulla buona fede, la dabbenaggine, l’ignoranza e sopratutto la paura della povera gente. Specialmente in Italia. Anzi è il minimo che ci possiamo aspettare da un paese come il nostro dove esistono genti e movimenti No Vax. Saranno contenti: in effetti per il panico non esiste vaccino.

E che dire degli sciacalli truffatori che si fingono ispettori sanitari e, con guanti e mascherina, si presentano agli anziani inventando che devono far loro i tamponi e li derubano? E della lievitazione misteriosa del prezzo dell’amuchina? Dell’assalto ai supermercati? Ho visto con i miei occhi carrelli pieni fino all’inverosimile di acqua minerale, scatolette e altri generi alimentari, perfino di frittelle di riso: non sia mai si esaurissero proprio a Carnevale! Siamo pronti a rifornire il rifugio antiatomico sotto casa, in vista dell’imminente scoppio della guerra nucleare. La terza guerra mondiale.

In Toscana tutti ci aspettavamo il primo focolaio a Prato, direttamente dalla numerosa comunità cinese, per affiliazione etnica, e invece è stato il Nord-Est, che ha la più forte affiliazione industriale con la Cina, il diffusore del virus. E siamo il terzo paese al mondo per diffusione del contagio. Abbiamo chiuso le linee aeree dirette dalla Cina e tutti passano dagli scali di Dubai o Mosca e arrivano ugualmente in Italia. Sopratutto gli italiani che d’altra parte in Cina non ci vogliono restare e poi non siamo mica fessi, noi! Così ora rischiamo di beccarci, la chiusura di frontiere, treni e quanto altro per fobia virale e diritto di reciprocità. Perfino dalle isole Mauritius, che sarebbero in Africa, nell’Oceano Indiano, hanno respinto gli italiani. Ci sorbiamo un bel po’ di xenofobia di ritorno: chissà che non ci faccia riflettere. E chissà che non diminuiscano anche gli sbarchi di migranti e richiedenti asilo per la paura della contaminazione.

D’altronde se il mondo è globale, lo è anche per i virus, che non sono nemmeno razzisti. Mi sa che per un mondo così non occorrono chiusure di frontiere o dazi, bensì strumenti e mezzi di riequilibrio, come il governo mondiale dei paesi e dell’economia, come l’organizzazione mondiale della sanità e della salute pubblica. L’ebola, la malaria ed altre malattie sono endemiche in Africa, ma finché stanno lì e mietono vittime, magari anche più del coronavirus, ma solo in quei paesi, ce ne frega il giusto. Se invece ci fossimo occupati di più anche di questo, forse ora saremmo più “allenati” a fronteggiare il nuovo contagio. E noi in Italia, non riusciamo a mettere d’accordo nemmeno le regioni tra loro. Bei tempi quando le regioni e le zone rosse erano quelle di sinistra e non quelle infettate!

Che poi alla fine, senza sottovalutarlo minimamente, questo virus, ancora non del tutto conosciuto, è molto virulento, attacca anche le Borse, però non è così letale. Si muore solo noi, vecchi e malati. Che ce ne andiamo di più ogni anno, senza gloria o menzione, per l’influenza normale per cui, oltretutto esiste il vaccino; basta non prenderlo e a volte, anche a prenderlo, non basta, perché la vita è mortale. Una selezione naturale, peggiore della rottamazione renziana. Peccato, ma sai che palle se no. Comunque anch’io, che faccio parte della categoria, se posso campare, campo, in culo al coronavirus. Solo che questo virus non è la peste nera o la spagnola. Capace nel mondo ne muore più di sciolta. E io non vorrei trasformarmi in uno che dà la caccia agli untori, che erige colonne infami e non solo perché ho letto il Manzoni, a scuola e da civile, ma perché, appunto, vorrei rimanere studioso e civile e vorrei che ci fossero solidarietà e giustizia per i più deboli, i sofferenti, gli svantaggiati, le penne lisce. Che si affermassero spirito di fratellanza e amore per i miei simili. E anche per i dissimili. Ma sì! Perché tutti gli uomini nascono uguali: bianchi, neri, gialli, ma proprio tutti, perfino pisani e livornesi, pontederesi e ponsacchini.

E ciò vale anche per quelli di destra che si dividono in due categorie: gli apocalittici e gli integrati, per fare eco ad Eco. Quelli che, evocando la peste bubbonica, invocano misure più restrittive, chiusure, blocchi e sovranismi virali. E quelli che invece, assimilando il coronavirus ad una banale influenza, suggeriscono misure più blande per non irritare la nostra già provata economia. Come ha fatto il presidente della Lombardia, salvo poi mettersi in quarantena volontaria perché una sua stretta collaboratrice è risultata positiva. Qualcuno gli insegni, per favore, a mettersi la mascherina in diretta tivvù. Incommentabile, imperdonabile e irresistibile la frase del presidente del Veneto, Zaia, sui cinesi che mangerebbero i topi vivi! Concorrenza sleale con i vicentini mangia gatti? Alla fine la Toscana è quella che si è comportata con più equilibrio. Perché, a dare retta a tutti non si saprebbe mai cosa fare: è difficile governare un Paese con tutte queste differenti posizioni, figuriamoci con tutti questi virus! De Gaulle disse la solita cosa per i formaggi francesi. E se ne intendeva sia di formaggi che di francesi. Gli italiani sono poco meno degli abitanti della Francia, ma formaggi ne abbiamo anche di più. Così la situazione è grave, ma non seria. Si adombra addirittura un governo di emergenza anti-virus: anche la strumentalizzazione politica è virale. La verità è che il Covid-19 è esploso nel 2020 che è un bel numero, ma, purtroppo, si sa: anno bisesto, anno funesto! E pure questa è scienza. E comunque la scienza medica cura molte malattie. Anche gravi. Anche il coronavirus. Soltanto per i ciucchi ‘un c’è medicina, diceva la mi’ nonna. Ma, niente paura, si riferiva a me. Buona domenica e buona fortuna.

Pontedera, 1 Marzo 2020

Libero Venturi

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