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Lavoro mercoledì 11 dicembre 2019 ore 13:03

Un presidio per gli scatti di anzianità a Careggi

Circa la metà dei dipendenti dell'azienda ospedaliera fiorentina sarebbero coinvolti nei mancati scatti di anzianità, da qui la protesta sindacale



FIRENZE — Un presidio di protesta è stato organizzato stamani a Firenze in piazza Duomo davanti alla Regione Toscana dalla Fp Cgil, Cisl Fp, Fials e le componenti Rsu Cobas Usi Usb a sostegno dei dipendenti dell'azienda ospedaliera di Careggi.

"L’azienda continua a non rispettare un accordo integrativo sottoscritto coi sindacati, impedendo così uno scatto di fascia al 50% circa dei dipendenti" è quanto sostenuto da Fp Cgil, Cisl Fp, Fials e le componenti Rsu Cobas Usi Usb che hanno ribadito "Gli accordi sottoscritti vanno rispettati".

Una delegazione di sindacalisti è stata ricevuta dagli uffici della Presidenza della Regione. “L’azienda continua a non rispettare l’intesa, impedendo così uno scatto di fascia a circa la metà dei dipendenti e appellandosi a una circolare del Mef che a maggio avrebbe stabilito che gli scatti fossero distribuibili su tre anni per alcune tipologie di dipendenti del comparto. Per noi questa situazione è inaccettabile, gli accordi firmati vanno rispettati” ha detto la Fp Cgil che ha poi aggiunto “Alla Regione abbiamo chiesto di produrre un atto che dia un indirizzo affinché le strutture regionali abbiano omogeneità di comportamenti sul tema delle progressioni economiche orizzontali, e di farsi carico - in sede di Conferenza Stato/Regioni - di proporre una modifica alla norme in questione affinché si sblocchi la situazione. Infine abbiamo chiesto alla Regione che inviti l’azienda a riconvocare il tavolo di trattativa coi sindacati. Ci aspettiamo risconti, in attesa restiamo in mobilitazione”.

L'Unione Sindacale Italiana e l'Unione Sindacale di Base P.I. oltre ai Cobas sanità università e ricerca hanno diramato una nota nella quale hanno spiegato "Noi infermieri, Operatori Socio Sanitari, Operatori Tecnici, amministrativi, tecnici di laboratorio e di radiologia, personale dell’area tecnica e di tutto il comparto chiediamo il rispetto di impegni presi verso i lavoratori. La Direzione Aziendale a marzo 2019 aveva firmato un contratto integrativo aziendale che prevedeva un passaggio economico orizzontale (fascia) da riconoscere in busta paga dal mese di ottobre. In un percorso di discutibile correttezza e buona fede, non solo non ha pagato il dovuto, ma ha anche modificato unilateralmente quanto stabilito, peggiorandolo, mostrando così una mancanza di serietà e di integrità. L’assessorato regionale, pur sollecitato non è intervenuto, avvallando così di fatto questa scorrettezza e affossando fra i lavoratori il prestigio della stessa istituzione regionale. Questa comportamento aziendale rappresenta un atto gravissimo di smantellamento della contrattazione collettiva, ha una valenza che depassa il merito della progressione economica e assume un disvalore generale che aggredisce tutti i lavoratori e i loro delegati sindacali, anche chi il Contratto Integrativo Aziendale l’ha criticato e non firmato".



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