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sabato 24 agosto 2019

Attualità martedì 16 luglio 2019 ore 13:02

Cascine, cercasi privati per aprire spazi storici

Il Comune di Firenze mette a bando la gestione di Velodromo e Sferisterio all'ingresso del Parco delle Cascine, sul lato del Fosso Macinante



FIRENZE — Il Comune di Firenze ha pubblicato un avviso esplorativo per la ricerca di operatori economici interessati alla presentazione di proposte di Project Financing, per interventi di innovazione e miglioramento del Complesso Sportivo Motovelodromo e Sferisterio delle Cascine e per la gestione economico-finanziaria. L'avviso scade il 29 novembre 2019.

Il recupero del Parco delle Cascine vede impegnata l'amministrazione fiorentina già dal 2010 con vari interventi tra i quali alcuni recuperi, più o meno riusciti, di alcuni luoghi caratteristici e suggestivi dell'ampia area verde cittadina.

"Nel complesso sportivo dovrà essere assicurato lo svolgimento, in via primaria, delle attività sportive riguardanti le seguenti discipline: calcio, tennis, ciclismo, tamburello. Il concessionario, oltre agli obblighi nascenti dalla realizzazione delle opere, dovrà provvedere a tutti i servizi di gestione del Complesso sportivo oltre che alla gestione dei servizi offerti in sede di formulazione della proposta. La controprestazione a favore del concessionario è costituita esclusivamente dai proventi che derivano dalla gestione del Complesso sportivo e delle attività complementari e accessorie. A fronte dell’assolvimento di obblighi di servizio pubblico, al fine di garantire l’equilibrio economico della gestione, il Comune potrà riconoscere un eventuale contributo annuale in conto gestione".

Il Velodromo delle Cascine, in via del Fosso Macinante, è uno dei più antichi impianti fiorentini e le origini dell’impianto risalgono agli albori del ciclismo, quando un gruppo di appassionati ebbe in concessione dal Comune il terreno che a quel tempo era solo un prato e intorno al 1870 realizzò una pista piana in terra battuta. Nel 1894 la pista originaria venne trasformata in un anello di cemento funzionale allo svolgimento delle gare; con questo intervento venne realizzato uno dei primi esempi di impiego del cemento in questo tipo di impianti sportivi. Con la costituzione del Club Sportivo Firenze dal 1911 nel prato del Velodromo veniva anche praticato il gioco del calcio; nel 1922 l’impianto fu ristrutturato anche in funzione degli spettatori e vennero costruite due tribune, la prima sulla curva verso il Visarno, l’altra sul rettilineo del traguardo. La pista ciclistica venne completamente rifatta, sempre in cemento ma con una pendenza che consentisse ai corridori di raggiungere maggiori velocità. Internamente venne tracciata un’altra pista in terra rossa, piana, utilizzabile sia per gli arrivi in volata in caso di pioggia, che avrebbe reso pericolosa quella in cemento, e sia per le corse podistiche. Nel prato centrale venne allestito il campo di calcio e predisposte le attrezzature per l’atletica. Il Velodromo non subì sostanziali modifiche per molti anni, a parte il restauro a cui dovette essere sottoposto nel 1947 per i danni subiti durante la guerra da un bombardamento aereo e a parte l’aggiunta dei campi da tennis realizzati negli anni Cinquanta sui terreni retrostanti. Qualche anno dopo fu necessario demolire tutte le 4 vecchie tribune divenute pericolanti e al loro posto ne fu ricostruita solo una, quella attuale, collocata sul rettilineo opposto a quello dove sorgeva la precedente; nello spazio sottostante furono sistemati gli spogliatoi ed i servizi. 

Lo Sferisterio delle Cascine è l'ultimo rimasto di una serie abbastanza numerosa di strutture di questo tipo che, durante il secolo scorso, furono realizzate a Firenze per il 'gioco del pallone' o 'palla a bracciale', sport di origini antichissime e praticato fino a non molti decenni fa. Nel 1892 la Società Civile del Gioco del Pallone, appena costituitasi, si assunse il compito di realizzare un impianto in muratura in sostituzione dell'arena in legno provvisoriamente eretta sui Pratoni della Zecca, il giardino progettato dal Poggi alla Porta alla Croce come elemento conclusivo del sistema dei viali sull'Arno. L'ubicazione prescelta per il nuovo edificio non poté che essere le Cascine, dato che il parco era ormai diventato il luogo privilegiato delle attività sportive cittadine per la presenza del Club dei Velocipedisti, delle corse dei cavalli e del Tiro a Segno. Già nel 1887 l'architetto Luigi Del Moro aveva progettato un edificio per il gioco del pallone da erigersi alle Cascine, ma la sua proposta, che prevedeva una grandiosa costruzione in stile medievaleggiante con grande abbondanza di torrette merlate e trifore, non ebbe seguito e al suo posto venne fatto lo sferisterio attuale che realizza, con linee architettoniche più semplici, il medesimo schema tipologico. Il lungo rettangolo di gioco è delimitato su un lato dall'alta parete - che dall'esterno nella scansione dei contrafforti sembra quasi richiamare visivamente il tratto di cinta muraria usato per racchiudere la primitiva arena - e sugli altri tre lati dai blocchi di gradinate per il pubblico. Alle due opposte testate due corpi di fabbrica, qualificati formalmente in facciata da un classico partito architettonico di paraste e di archi, contengono i servizi per i giocatori e per il pubblico. Caduto in disuso il gioco del pallone, lo sferisterio, mai modificato nella struttura, è da anni usato per il gioco del tamburello. Nel 1998 è stato completato l'intervento di ricostruzione del paramento murario principale alto 14 metri che, cinque anni prima, era crollato a causa di un fulmine durante un nubifragio. L'intervento ha previsto anche la ristrutturazione di due spogliatoi, dei servizi e la realizzazione di una centrale termica a servizio dell'impianto; inoltre sono stati realizzati i servizi igienici per il pubblico.



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