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Quasi mille negozi spariti in 13 anni

Perdono terreno i negozi al dettaglio ma crescono ristorazione e turismo. L'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio



FIRENZE — A Firenze il commercio continua a perdere terreno, soprattutto nel cuore della città, dove nell'arco di 13 anni sono scomparsi 293 negozi al dettaglio: nel 2012 erano 1.753, nel 2025 erano 1.460. Una flessione che non ha risparmiato il resto del territorio comunale, dove le attività commerciali sono diminuite da 3.256 a 2.566.

E' quanto emerge dall'ultima edizione dell’Osservatorio “Città e demografia d’impresa” realizzato dall’Ufficio Studi di Confcommercio, che analizza l'andamento delle imprese tra i 2012 e il 2025 nei 122 comuni medio-grandi italiani.

I dati collocano il capoluogo toscano al 98esimo posto: nonostante un calo del 21,8% delle attività commerciali nel centro storico, a Firenze la contrazione è più contenuta rispetto alla media nazionale. 

A soffrire di più sono alcune categorie storiche del commercio urbano, come i negozi di abbigliamento e calzature, che nel centro storico di Firenze sono passati da 470 nel 2012 a 403 nel 2025, quelli di libri e giocattoli da 86 a 51, le edicole da 51 a 30 e le attività di mobili e ferramenta da 129 a 89. Si tratta - spiega Confcommercio- di comparti che negli ultimi anni hanno risentito profondamente dei cambiamenti nelle abitudini di acquisto, tra crescita dell’e-commerce e nuove modalità di consumo. L'andamento risulta invece positivo per le attività legate al turismo e al consumo fuori casa: nel centro storico le imprese di alloggio e ristorazione sono passate da 1.200 nel 2012 a 1.520 nel 2025, mentre nel resto della città sono salite da 1.517 a 1.825. Ad aumentare sono soprattutto i ristoranti, passati in centro da 400 a 573, e le strutture ricettive extralberghiere, salite da 177 a 409, segno di un’economia urbana sempre più orientata verso il turismo

“La riduzione dei negozi nei centri storici è un segnale che non possiamo ignorare. Per contrastare questo fenomeno Confcommercio propone una serie di interventi nell’ambito del progetto Cities, che punta a rafforzare le politiche di rigenerazione urbana e a sostenere il commercio di prossimità – spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni – collegare in modo più stretto urbanistica e sviluppo economico, riconoscere le imprese di vicinato come attori del governo urbano, dotarsi di strumenti permanenti di monitoraggio del tessuto commerciale e avviare strategie per recuperare e riattivare i locali sfitti, anche attraverso iniziative temporanee e nuove forme di utilizzo degli spazi”.


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