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Attualità venerdì 22 gennaio 2021 ore 12:39

All'Accademia l'opera confiscata di Nardo di Cione

La collezione della Galleria dell'Accademia si arricchisce di un nuovo dipinto di Nardo di Cione confiscato dal nucleo patrimonio dei carabinieri



FIRENZE — Nuovo arrivo alla Galleria dell’Accademia di Firenze, si tratta del Cristo Benedicente, attribuita al pittore Nardo di Cione (Firenze, 1320-1366), confiscata dal reparto operativo del Comando carabinieri tutela patrimonio culturale.

Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, ha commentato Grazie alla rinnovata collaborazione con il Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, un prezioso fondo oro, raffigurante il Redentore nell’atto di benedire, arricchisce le collezioni del nostro museo di un’ulteriore opera dei fratelli di Cione che documentano il notevole livello qualitativo della pittura fiorentina del Trecento. La Galleria dell’Accademia conserva già lo splendido trittico della Trinità di Nardo di Cione.”

Il dipinto, una tempera e oro su tavola, è stato definitivamente assegnato alla Galleria dell’Accademia di Firenze lo scorso Dicembre. L’opera di Nardo di Cione, considerato uno dei maggiori esponenti dell'arte fiorentina della metà del XIV secolo, era di proprietà di una nota Congregazione religiosa e custodita presso la sede romana, dove, nel 2003, con una procedura artificiosa, è stata venduta ad un commerciante d’arte. Vista la sua importanza, nel contratto di acquisto è stato fatto risultare che il prezioso dipinto era di proprietà privata di uno dei membri della Congregazione, rendendo apparentemente lecita l’alienazione che, diversamente, non sarebbe potuta facilmente avvenire a cura di un ente ecclesiastico, trattandosi di un bene culturale tutelato per legge.

Dalle indagini, coordinate dalla procura di Roma e condotte dai carabinieri, è stato ricostruito come, l’anno seguente (2004) il dipinto è stato venduto ad un gallerista londinese ed espatriato senza la prevista documentazione. Tali elementi hanno consentito di richiedere alle competenti autorità inglesi, il sequestro dell’opera. Nel frattempo, il Tribunale di Roma ne ha disposto la confisca e a Gennaio 2018, il dipinto è stato rimpatriato. Il provvedimento del Tribunale è divenuto esecutivo nel Giugno 2019 e, dopo la formale assegnazione da parte del Mibact, sarà presto visibile al pubblico nelle raccolte del museo fiorentino.

Già a Novembre del 2018, i carabinieri avevano ritrovato e affidato alla Galleria dell’Accademia altri due importanti fondi oro: il primo raffigurante i santi Girolamo e Giuliano, del 1358 circa, attribuibile a Niccolò di Pietro Gerini, tra i massimi esponenti del cosiddetto Neogiottismo; il secondo con la Madonna dell’Umiltà celeste, del 1400 circa, ascrivibile con assoluta certezza al Maestro della Cappella Bracciolini.

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