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martedì 17 settembre 2019

Attualità martedì 23 maggio 2017 ore 14:08

America Latine e Ue insieme contro il terrore

Foto facebook Plataforma Veneuropa

Il presidente dell'Europarlamento Tajani a Firenze per la riunione con i parlamentari latinoamericani. Condanna unanime dell'attacco a Manchester



FIRENZE — Si sono incontrati a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio i parlamentari europei e quelli latinoamericani. Una riunione nella culla del Rinascimento per discutere delle relazioni bilaterali tra l'Unione Europea e l'America Latina, in preparazione del prossimo vertice Ue-Celac, la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici. Il vertice si svolgerà a El Salvador a ottobre e i negoziati in corso tra Ue, Mercosur, Messico e Cile. Sul tavolo anche la messa in atto degli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici, la sicurezza, la cooperazione contro la lotta all'evasione e la trasparenza fiscale.

Alla seduta solenne ha partecipato il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, i due co-presidenti dell'assemblea Euro-Latinoamericana EuroLat, lo spagnolo Ramón Jáuregui e il brasiliano Roberto Requiao e i presidenti del Parlatino, il Parlamento Latinoamericano, del Parlandino, il Parlamento Andino, del Parlacen, il Parlamento Centroamericano e del Parlasur, il Parlamento del Mercosur.

La riunione in Palazzo Vecchio è caduta proprio all'indomani dell'attentato di Manchester in cui hanno perso la vita 22 persone, tra cui alcuni bambini, all'uscita dal concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena. "Per noi la lotta al terrorismo è una delle tre grandi priorità insieme alla soluzione del problema dell'immigrazione clandestina e alla sconfitta della disoccupazione giovanile - ha detto Tajani - quindi per l'Unione europea sconfiggere Daesh, sconfiggere i suoi alleati culturali ed operativi è la priorità numero uno". Quindi il riferimento al recente viaggio in Arabia Saudita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che tra l'altro proprio oggi arriverà a Roma. "Io mi auguro che l'Arabia Saudita - ha detto Tajani - possa diventare sempre di più un paese impegnato nella lotta contro il terrorismo e per la stabilità di un'area dove mi auguro anche si possa raggiungere un accordo fra Israele e palestinesi per dare vita a due Stati reciprocamente sicuri e reciprocamente riconosciuti perché poi tutto parte da lì".

Riguardo al tema dell'incontro fiorentino, cioè i rapporti con l'America Latina, Tajani ha detto: "Siamo impegnati in prima linea per difendere la democrazia, la libertà in America Latina. Continuo a lanciare appelli perché si rispetti la democrazia, perché l'opposizione non finisca sempre in carcere, perché non si può fare in un Paese democratico l'opposizione dalla prigione". Riferimento alla situazione drammatica che sta vivendo il Venezuela, sconvolto dalle proteste contro il regime di Nicolas Maduro e dalle repressioni. "Ne ho parlato anche coi familiari dei leader detenuti, per capire anche che fine abbiano fatto. Purtroppo - ha aggiunto Tajani - le violenze della polizia continuano a provocare morti, ma la soluzione non è negli scontri di piazza. Il Paese dovrebbe andare a elezioni, e decidere chi deve governare. Non si può continuare con manifestazioni e repressioni da parte della polizia". I segnali che possano aprire qualche spiraglio, comunque, non mancano: "Mi pare - ha detto ancora Tajani - che la dittatura di Maduro stia perdendo consensi". "I giovani sono in rivolta, gli studenti delle scuole e gli universitari sono in prima linea. Vuol dire che qualcosa sta cambiando in quel Paese, ma deve cambiare senza violenza. Per questo ci stiamo impegnando. Il Parlamento europeo si è espresso più volte, qualche settimana fa con dichiarazioni molto dure votate a stragrande maggioranza perché cessi la violenza, e si ripristini la democrazia e la libertà di espressione in questo Paese".

Quindi uno sguardo al G7 di Taormina del 26 e 27 maggio. "Questa settimana - ha aggiunto - incontreremo anche Trump a Bruxelles e credo che la collaborazione di tutti i paesi impegnati nella lotta contro l'Isis debba essere forte e determinata, senza però far cambiare il nostro modello di vita". "Non la daremo vinta a questi vigliacchi - ha concluso Tajani - continueremo a vivere e girare, certamente controllando e garantendo la sicurezza dei nostri cittadini ma dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto. Non ci impediranno di vivere la nostra libertà, non ci impediranno di vivere da donne e da uomini liberi. Questa sarà la nostra reazione e insieme sconfiggeremo questa violenza".



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