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Attualità martedì 24 agosto 2021 ore 07:54

G20 ecclesiale a Firenze nel 2022

L'annuncio del sindaco della Città metropolitana, Dario Nardella, è arrivato dal Meeting di Rimini. L'invito è esteso ai sindaci del Mediterraneo



FIRENZE — Nei primi mesi del 2022 Firenze ospiterà il G20 ecclesiale e i sindaci dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, lo ha annunciato il sindaco Dario Nardella partecipando al Meeting di Rimini.

"Si tratta di un appuntamento molto importante dal punto di vista religioso, politico e sociale che punterà su proposte e progetti comuni per riappropriarci di un Mare Nostrum che negli ultimi anni, dilaniato da tensioni e scontri, sembra non appartenere più a nessuno” ha detto Nardella a Rimini con il presidente della Cei, Cardinale Gualtiero Bassetti, ed il presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia tra i popoli Bernhard Scholz.

Il sindaco ha ricordato che il convegno dei vescovi segue quello di Bari che si è svolto nel 2020.

“Questo incontro nasce sulla scorta delle grandi intuizioni che Giorgio La Pira ebbe negli anni ‘50 del secolo scorso: riunire a Firenze i principali sindaci mondiali e far germogliare quei ‘dialoghi sul Mediterraneo’ dove intervennero politici, uomini di cultura e religione da tutto il mondo per dialogare su una pace possibile. Erano i tempi della guerra fredda eppure La Pira fece incontrare il sindaco di Washington e il segretario del soviet di Mosca. Oggi il Mediterraneo è luogo di scontri, guerre, morti: il Mare Nostrum sembra un mare di nessuno. Tornare a metterlo al centro potrà essere utile per non far cadere nel dimenticatoio quegli incontri formidabili e per farci sentire tutti corresponsabili, di come il Mediterraneo debba e possa diventare un luogo di pace”.

“Durante l’incontro del prossimo anno - ha concluso - lancerò una proposta ai sindaci mediterranei: sarebbe bello che in ognuna di quelle città il sindaco e l’autorità religiosa di quel paese costruiscano insieme un centro per il dialogo per le religioni, un luogo dove l’io diventa noi, dove il dialogo religioso fa fermentare un nuovo modo di stare insieme. Chi è a contatto con i cittadini può indicare una strada concreta, e questo vale per tutte le grandi sfide che abbiamo di fronte a noi, dal clima all'accoglienza dei profughi”.

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