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Attualità martedì 28 dicembre 2021 ore 15:59

Reperti romani dagli scavi in Arno a Ponte Vecchio

La Soprintendenza ha chiesto di repertare il materiale con lo scopo di organizzare una esposizione. Le opere rientrano nella manutenzione dell'Arno



FIRENZE — Durante i lavori sulla sponda dell'Arno che hanno interessato l'area tra gli Uffizi ed il Ponte Vecchio sono riemersi dal fondo del fiume alcuni reperti tali da far intervenire anche la Soprintendenza che ha classificato i resti come risalenti all’epoca romana e ha chiesto di repertoriare tutto quanto il ritrovato per poter eventualmente creare una piccola esposizione.

E' quanto spiegato in occasione del sopralluogo organizzato a fine anno, con le ruspe all'opera, per presentare l'intervento e per fare il bilancio degli interventi in Toscana.

“La manutenzione dei nostri fiumi è un pezzo fondamentale dell’insieme di interventi che garantiscono la maggiore sicurezza dal rischio idrogeologico, ma non solo - ha detto l’assessora regionale alla Difesa del Suolo. Monia Monni - Fiumi curati e manutenuti rappresentano per le città aree verdi da restituire alla cittadinanza. Presentiamo oggi un intervento simbolico, portato avanti dal Consorzio di Bonifica del Medio Valdarno, in uno dei luoghi più belli e suggestivi al mondo: Ponte Vecchio, nella sede dei Canottieri di Firenze. Lo presentiamo proprio per testimoniare quanto la Regione, insieme ai Consorzi, sia attiva in questo tipo di opere. Ringrazio tutte le lavoratrici e i lavoratori impegnati in questa opera”.

“Questo nostro ultimo intervento ci permette, essendo giunti a fine anno, di fare anche un bilancio dei nostri lavori del 2021 - ha detto il presidente del Consorzio di Bonifica Marco Bottino - bilancio che somma a oltre 30 milioni di euro, di cui 18,7 di manutenzioni ordinarie finanziate con il contributo consortile, 2,2 milioni di manutenzione ordinarie in convenzione con la Regione Toscana e più di 10 milioni di manutenzioni straordinarie, nuove opere e sistemazioni idrauliche”.

“Una giornata con una doppia valenza - ha detto l’assessore all’Ambiente del Comune di Firenze, Cecilia Del Re - da un lato vogliamo illustrare tutti gli interventi di bonifica e manutenzione posti in essere dal Consorzio di bonifica nell’ultimo anno, con il sostegno della Regione, degli enti locali, e del tributo corrisposto dai cittadini; dall’altro valorizzare proprio l’intervento su questa sponda, in un luogo così suggestivo sotto Ponte Vecchio, per renderla più funzionale alle attività che qui si realizzano e anche più bella. Il Consorzio, come abbiamo richiesto, fa molta attenzione alla fauna e al tema della biodiversità, cosa che consentirà di preservare maggiormente gli habitat naturali lungo gli argini. Siamo poi anche soddisfatti che grazie ai fondi del PNRR il Consorzio potrà mettere in pratica molti interventi di quella manutenzione straordinaria finora progettata, dato che il rischio idraulico è un tema molto sentito e proprio grazie all’impegno dell’ente tenuto costantemente sotto controllo”.

“Colgo l’occasione per ringraziare la Presidenza dei Canottieri Firenze, la Regione Toscana e il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno per la sensibilità dimostrata – ha aggiunto Monica Salvini, funzionario archeologo della Soprintendenza di Firenze -. Grazie all’attenzione del professore Franeck Sznoura, abbiamo ricostruito che i frammenti, che per quaranta anni hanno abbellito il prato davanti alla sede dei Canottieri Firenze, erano già stati portati in superficie in occasione di lavori di fine anni ’70. Ora approfondiremo gli studi e valuteremo insieme il miglior modo di valorizzarli”.

“La Societá Canottieri Firenze è lieta di cogliere questa importante opportunità, grazie ai lavori del Consorzio di Bonifica e all’interessamento della Soprintendenza – ha detto Niccolò Bagnoli, vice presidente della Società Canottieri Firenze – Il greto della Canottieri è uno dei luoghi più fotografati del mondo, in virtù della sua speciale posizione nel cuore di Firenze, e vederlo arricchito dalla presenza di tali reperti ne aumenta il valore, sociale e storico, e la visibilità, a beneficio della stessa Società, che dal 1886 anima l’Arno, e di tutta la città di Firenze”.


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