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Attualità mercoledì 18 dicembre 2019 ore 11:05

Natale, ai fiorentini piace la cena della vigilia

Carne e pesce da tradizione, ma la grande novità di questo Natale arriva dal meridione ed è la scoperta della cena della vigilia per la famiglia



FIRENZE — Si avvicinano le festività e fervono i preparativi per preparare il menù da portare a tavola. Secondo Confesercenti ci sarebbe una grande novità, importata dal Mezzogiorno ed ormai divenuta una realtà consolidata, la cena della vigilia, quella del 24 dicembre che va ad aggiungersi al tradizionale pranzo di Natale.

Secondo le stime dell'associazione a Firenze si spenderanno 25 euro a testa per il pranzo a base di carne e 35 euro a base di pesce.

I prodotti al top in termini di acquisti "Panettoni artigianali. Non diciamolo troppo ad alta voce ma la pervicacia con cui la GDO continua a bombardare il mercato con il “panettone low cost” a 3 euro apre praterie di mercato per le piccole attività che fanno un buon prodotto artigianale con prezzo che oscilla tra 15 e 20 euro).Insomma, meglio pochi ma buoni. Pesce. Ancora protagonista a tavola durante le festività nelle sue molteplici declinazioni. Sempre molto gettonati i "grandi classici" come pesce in forno, salmone fresco ed affumicato e crostacei. Vini (e occhio allo Champagne). In grande rialzo vini di qualità e spumanti (soprattutto per ceste aziendali). Grande richiesta per le bollicine (anche Made in France)".

Tra i prodotti evergreen "Carne sia bianca che rossa. Anche in questo caso vince ancora la tradizione con prodotti del territorio e che da sempre sono presenti in tavola per Natale: tortellini in brodo, bolliti, capponi, polli ripieni, arista con arance, filetti in crosta, prodotti da forno, faraona ripiena e spiedini. Frutta. Bisogna, comunque, attendere gli ultimi giorni per capire il vero trend delle vendite; c'è però molto entusiasmo tra gli addetti ai lavori, che comunque scommettono sul prodotto nazionale rispetto a quello di importazione, che risulta in grande calo negli ultimi anni".

Infine "Risulta debole la domanda per il pane ed affini. A dimostrazione che persiste anche durante le festività la crisi di un settore, come quello della panificazione, che, per vari motivi non riesce ancora a rialzarsi. Si confida nei prodotti affini come pizzette, schiacciate della tradizione, ecc; per risollevare le sorti di questa tipologia di imprese durante le festività".



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