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Attualità giovedì 14 dicembre 2017 ore 10:46

La moschea sorgerà su un terreno della Diocesi

Accordo per l'acquisto dell'area di proprietà della Chiesa da parte della comunità islamica a Sesto Fiorentino. Cassata l'ipotesi di Firenze



SESTO FIORENTINO — Svolta nella storia infinita della ricerca di un luogo su cui costruire la moschea. Tramontata definitivamente l'ipotesi di costruirla a Firenze, il luogo di culto islamico sarà realizzato a Sesto Fiorentino su un terreno di proprietà della Diocesi di Firenze che sarà acquistato dalla comunità islamica.

Il protocollo d'intesa, che sarà firmato il 22 dicembre, prevede poi che l'Arcidiocesi a sua volta acquisti un altro terreno di proprietà dell'Università nell'area del polo di Sesto Fiorentino dove sarà a sua volta realizzato un centro religioso cattolico. 

La notizia, anticipata stamattina dal quotidiano La Nazione, è stata confermata da una nota congiunta di Comune di Sesto, Arcidiocesi di Firenze, Università di Firenze e Associazione per la Moschea di Firenze. L'accordo, si legge nella nota, "nasce dalla ricerca da parte dei fedeli musulmani di Sesto Fiorentino di un luogo adeguato e dignitoso dove esercitare il proprio culto, e dalla volontà del Comune di Sesto Fiorentino di dare una risposta a questa esigenza, tutelando il diritto di ogni comunità a professare liberamente la propria fede religiosa come sancito anche dalla Costituzione".

Nello specifico, il terreno individuato si trova in via Pasolini e in base al regolamento urbanistico è già destinato alla realizzazione di edifici di culto. Si tratta di un'area di 8.300 metri quadrati e la parte che può essere occupata da edifici destinati ad attività religiose è di 2.500 metri quadrati. Il terreno che invece sarà ceduto dall'Università all'Arcidiocesi si trova davanti alla chiesa della Madonna del Piano e ha una superficie di 2.500 metri quadrati. 

La vocazione interreligiosa è alla base dell'intera operazione, come si legge nella nota: "Offrendo la propria disponibilità a questa iniziativa, l'Arcidiocesi di Firenze conferma il proprio impegno per il rispetto e l'ascolto delle altre fedi e tradizioni religiose, in ossequio a quanto insegnato dal Concilio Ecumenico Vaticano II, ribadendo la centralità della libertà religiosa quale radice di ogni altro diritto e di ogni altra libertà". Allo stesso tempo l'Università di Firenze "intende favorire occasioni di incontro, dialogo e conoscenza tra esperienze e tradizioni religiose provenienti da differenti contesti culturali". Per quanto riguarda la Comunità Islamica, si legge ancora, l'impegno è quello di "realizzare un'opera che, per qualità architettonica e armonico inserimento nel contesto, costituisca un elemento qualificante dell'ambiente urbano, ricorrendo, per raggiungere questo obiettivo, a un concorso per selezionare la migliore idea progettuale".

Già nelle ultime settimane, mentre ancora a Firenze si continuava a discutere sulla possibile sede in cui realizzare il luogo di culto islamico, il Comune di Sesto guidato da Lorenzo Falchi aveva fatto sapere di non avere niente in contrario alla costruzione dell'edificio di culto islamico sul territorio comunale ma di escludere in ogni caso l'impiego di risorse pubbliche.

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