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Attualità martedì 20 dicembre 2016 ore 13:24

Fondazioni, Pd in ritirata e ira delle opposizioni

Bufera in Consiglio comunale dopo il voto contrario del Partito Democratico a una proposta di delibera sull'accesso a documenti e bilanci



FIRENZE — Il dietrofront del Pd ha fatto saltare i nervi alle forze di opposizione che hanno subito fatto quadrato. Silvia Noferi, capogruppo del Movimento 5 Stelle, Tommaso Grassi Capogruppo Firenze Riparte da Sinistra e Miriam Amato del Gruppo Misto Alternativa Libera all'unisono hanno replicato alla mossa del Partito Democratico sulla proposta che, hanno scritto in una nota, "si prefiggeva di aumentare gli strumenti di controllo dei consiglieri comunali per accedere ai documenti ufficiali di Fondazioni, enti e associazioni di diritto pubblico e privato a cui il Comune eroga contributi superiori ai 100mila euro ed era stata emendata, su proposta della maggioranza, in un clima di collaborazione e confronto".

Poi è arrivata "in aula la sorprendente inversione di marcia del Pd che ha deciso di votare contro. Si tratta del primo caso dall’insediamento del Consiglio nel 2014. Possiamo ipotizzare che “qualcuno”, esterno al consiglio ha fatto valere il suo peso politico per aiutare qualche Fondazione che non ha piacere di fornire i propri dati contabili? A pensar male è peccato ma spesso ci si azzecca”. 

Le conseguenze dalla mancata approvazione della delibera, si legge ancora nella nota delle opposizioni, "impedisce di sapere come vengono impiegati i fondi che il Comune invia a questi soggetti". E subito arriva l'esempio come "nel caso della Fondazione del Teatro del Maggio Musicale a cui il Comune garantisce ogni anno ben 4,5 milioni di Euro. Il Sovrintende Bianchi, per portare un esempio, ha più volte dichiarato che non intende fornire spiegazioni e dati né sul piano di risanamento né sui bilanci oltre ad aver più volte declinato l’invito a partecipare alle Commissioni. In effetti - spiega ancora la nota - in questo particolare caso, possiamo anche capire il sentimento di imbarazzo o vergogna a relazionare in Commissione del Sovrintendente, visto che l’ultima relazione del Commissario Straordinario del Governo datata 31 ottobre 2016, riporta toni preoccupanti e feroci critiche alle otto fondazioni liriche sottoposte al piano di risanamento previsto dalla Legge 112/2013. Dal “perdurare, preoccupante, di margini di produzione negativi … all’incremento allarmante del livello dei crediti sui ricavi” il Commissario Straordinario affonda ancora di più nel descrivere la situazione del teatro lirico di Firenze riguardo al debito che “ha raggiunto livelli critici”.

"Pretestuose e incomprensibili – hanno detto ancora i capigruppo delle tre forze di opposizione – le argomentazioni addotte dalla maggioranza Pd per giustificare il voto contrario, tanto che è apparsa netta la presenza di divisioni interne al partito, in perfetta linea con il “nazionale”.



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