Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 09:19 METEO:FIRENZE21°  QuiNews.net
Qui News firenze, Cronaca, Sport, Notizie Locali firenze
martedì 19 ottobre 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Elezioni comunali, il Pd ha vinto ma la battaglia per le Politiche sarà diversa

Attualità venerdì 28 maggio 2021 ore 12:39

Costa San Giorgio, il laboratorio si fa in piazza

Idra sotto Palazzo Vecchio
Il laboratorio per Costa San Giorgio sotto Palazzo Vecchio

La trasformazione della ex Caserma Vittorio Veneto è al centro di un Manifesto che aggrega 600 intellettuali. E stamani hanno spiegato i loro perché



FIRENZE — Il Laboratorio per Costa San Giorgio si fa in piazza, e di preciso nella piazza dove si decide. Si sono riuniti stamani alle 11 sotto Palazzo Vecchio, in via de' Gondi, i sottoscrittori del Manifesto Boboli-Belvedere che pone al centro la trasformazione edilizia dell'ex Caserma Vittorio Veneto invocando un percorso urbanistico all'insegna della partecipazione. E quale luogo più partecipativo ci può essere se non la principale agorà fiorentina? 

Così stamani ecco parte degli oltre 600 sottoscrittori del Manifesto tra studiosi, artisti, architetti, paesaggisti, ricercatori, educatori, storici dell’arte spiegare i loro perché in una maratona oratoria, un laboratorio in piazza promosso da Idra. Tra loro, anche Antonio Natali e Mario Bencivenni.

Natali, già direttore degli Uffizi dal 2006 al 2015 sostiene la necessità di "riflettere sul significato di ‘museo diffuso’. Se ne parla tanto, ma a parlarne non si dura fatica. L’Italia è, sì, un museo diffuso, ma non basta astrattamente proclamarne l’esistenza. Il ‘museo diffuso’ c’è pervenuto in eredità gratuita; è nostro compito salvaguardarlo, restituendogli al contempo valore culturale. Non ha confini il ‘museo diffuso’: è nei borghi come nelle città. Firenze ha l’obbligo di guardare ai suoi contorni senza tuttavia dimenticare mai che anche il suo patrimonio è parte del ‘museo diffuso’. Patrimonio ricco, ma molto fragile. Tener conto a Firenze della contemporaneità è vitale perché non si trasformi in una città sotto vuoto; la contemporaneità però ha da essere eticamente fondata. Non può ledere la nobiltà del passato. Intervenire con pesantezza sulla Costa San Giorgio non è né storicamente né eticamente ammissibile”, afferma.

Dal punto di vista del geologo Vittorio D'Oriano - componente della consulta dell'Isin, l'Ispettorato nazionale per la Protezione Nucleare e Radioprotezione, già vicepresidente del consiglio nazionale geologi e presidente della Fondazione Centro Studi del consiglio nazionale dei geologi - si sottolinea come proprio quell'area sotto il profilo naturalistico sia "contraddistinta da un equilibrio precario".

Due i fronti emergenziali individuati da D'Oriano: "L’ossatura geologica di tutto il rilievo è costituita da quella che un tempo era chiamata pietraforte, la stessa di molti palazzi e ponti fiorentini compreso Palazzo Pitti. Si tratta, come è noto sinteticamente, di una successione di arenarie generalmente a grana fine ma con livelli anche più grossolani, di colore 'marrone avana ma non spento', alternati a livelli francamente argillitici. I pochi affioramenti esistenti evidenziano una inclinazione verso nord-nord est, ovvero verso via dei Bardi come segnalato nella cartografia specifica. Questa inclinazione, laddove si presenta meno inclinata del pendio, può dar luogo a movimenti gravitativi come già accaduto nei secoli passati. Inoltre, e questa è la seconda emergenza da segnalare, tutto il versante presenta una ricchezza d’acqua tanto sorprendente quanto poco nota se non agli abitanti di via dei Bardi e di Lungarno Torrigiani, della quale sono testimone diretto avendo potuto eseguire un sopralluogo, nell’ottobre del 2020, in una abitazione al piano terra di via dei Bardi, proprio sotto il complesso ex militare. Ebbene, non solo i proprietari della casa lamentavano che periodicamente, e non sempre in coincidenza di eventi piovosi severi, la casa era invasa dall’acqua che filtrava da monte, ma tutto lo scantinato era invaso da una lama d’acqua fra i 30 e i 40 centimetri, che secondo la testimonianza dei proprietari difficilmente si prosciugava anche durante la stagione asciutta.”

Bencivenni, docente di storia e teoria del restauro dei monumenti, giardini storici e paesaggio dell'università La Sapienza a Roma, Facoltà di Architettura, ricorda poi la storicità del sito: "La ex caserma Vittorio Veneto ha accorpato San Giorgio dello Spirito Santo e San Girolamo e San Francesco sulla Costa che già alla metà del ‘500 si connotavano come una presenza importante sul Poggio de’ Magnoli o di Belvedere. Insomma un asse di insediamenti conventuali a spartiacque fra il nuovo magnifico giardino di Boboli e l’asse viario di via dei Bardi e il fiume Arno".

Dalle origini ai giorni nostri, le destinazioni che si sono susseguite hanno modificato profondamente, ricorda Bencivenni, gli ex conventi di cui però è sono stati mantenuti intatti l’organismo e la distribuzione originari: "Ma perché allora non si è pensato sia nel piano strutturale che nel regolamento urbanistico di indicare per la dismissione di questo importante e storico contenitore - è il quesito del docente - destinazioni che impedissero ulteriori definitive distruzioni e che potessero creare le premesse di un suo restauro conservativo? Dall’esame degli atti di governo del territorio e della variante in corso di approvazione questo sembra essere completamente ignorato e trascurato”.

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Vigili del fuoco al lavoro fino a notte fonda per domare l'incendio. Una persona assistita dal personale sanitario del 118
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Nicolò Stella

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Attualità

Cronaca

CORONAVIRUS