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Cronaca mercoledì 27 dicembre 2017 ore 14:35

Vendevano stufe on line ma era una truffa

Oscurato un sito internet che vendeva a prezzi bassi stufe in pellet che gli acquirenti poi non ricevevano. Gestori denunciati



FIRENZE — Voleva acquistare su internet una stufa a pellet ad un prezzo insolitamente basso ma, insospettito dai metodi di pagamento richiesti, si è rivolto alla polizia municipale. Dopo un’attenta indagine, i vigili hanno appurato che si trattava di una truffa organizzata da un romeno e da un marocchino. E così il sito web è stato oscurato e sequestrato e i gestori denunciati. 

Tutto è cominciato quando il protagonista della vicenda, fiorentino, ha trovato su un sito internet il modello di stufa a pellet che desiderava ad un prezzo veramente vantaggioso: mille euro contro i 1.450 del prezzo di listino, il trenta per cento di meno. 

Per avere informazioni sulla stufa, l'aspirante acquirente ha più volte chiamato il numero di telefono in provincia di Verona indicato sul sito ma ogni volta a rispondergli erano il segnale di un fax. Insospettito anche dal fatto che come metodo di pagamento non veniva accettato il contrassegno ma soltanto bonifici bancarii o carte di credito, l’uomo ha segnalato la vicenda alla polizia municipale. 

Gli agenti hanno avviato un’indagine e, collaborando anche con la Polizia Locale di Vigasio, hanno scoperto che i pagamenti degli eventuali acquirenti sarebbero confluiti tutti in un conto corrente appoggiato ad una banca del leccese e connesso ad una carta di credito intestata ad un cittadino rumeno.

Anche la partita Iva che compariva sul sito era fasulla: corrispondeva infatti ad un’ignara società di Vigasio, del tutto estranea alla vicenda.

Il reparto falsi documentali della Municipale ha inoltre scoperto che il documento presentato dal cittadino rumeno per aprire il conto bancario era contraffatto. Il sito inoltre è risultato collegato a vari provider francesi tutti facenti capo ad un uomo di nazionalità marocchina.

La Procura di Firenze ha aperto un fascicolo a carico di ignoti ed il sito è stato sigillato in via preventiva. Le indagini proseguono per rintracciare i due stranieri, accusati di truffa.

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