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Attualità venerdì 09 dicembre 2022 ore 19:15

Stazioni, passerelle e sottopassi, quella barriera che divide Firenze

Una lunga sequenza di criticità strutturali accompagna la ferrovia, mentre negli ultimi anni tutta l'attenzione si è concentrata sull'Alta Velocità



FIRENZE — "La Stazione Statuto è inaccessibile" l'ennesima denuncia attraverso un'interrogazione presentata a Palazzo Vecchio riaccende l'attenzione sulla infrastruttura ferroviaria di Firenze.

I consiglieri Vincenzo Pizzolo, Antonella Bundu e Dmitrij Palagi hanno puntato il dito sulle barriere architettoniche "Il binario 2 della Stazione Statuto è inaccessibile per chi non può fare le scale e i lavori rendono difficile in generale la possibilità di salire, per chi ha difficoltà motorie o disabilità. I lavori in corso rendono inutilizzabile un ascensore, senza il quale diventa impossibile accedere al binario per le persone che non possono utilizzare le scale. Ricordiamo che stiamo parlando di binari sopraelevati rispetto alla strada".

Ma è solo l'ultimo capitolo di una saga che coinvolge anche la Stazione di Campo di Marte dove da anni gli occhi sono puntati sui cantieri per il sottoattraversamento di Firenze ma la passerella in ferro che corre sopra i binari resta l'unico collegamento con la zona dello Stadio. Il sottopassaggio si interrompe e non mette in collegamento via Mannelli con via del Campo d'Arrigo. 

Altri punti dolenti a Campo di Marte sono la passerella Calvi che non prevede rampe ma solo scalini ed il sottopassaggio Alberti che presenta una rampa ripida e stretta che consente a malapena di accompagnare una bicicletta, con l'accortezza di tenere ben serrati i freni.

Punto delicato è anche il sottopassaggio de Le Cure che oltre a collegare l'omonima stazione con viale Don Minzoni e piazza delle Cure è l'accesso pedonale tra la zona di Via Masaccio e la Faentina. Anche in questo caso i continui allagamenti hanno portato a numerosi atti presentati a Palazzo Vecchio.

Resta irrisolto anche il sottopassaggio del Romitino presso la collina di Montughi che da anni ormai ha spezzato l'asse viario di via Vittorio Emanuele II isolando villa Fabbricotti ed il Museo Stibbert, per citare solo due luoghi famosi. Dopo l'eliminazione del passaggio a livello è rimasto un muro.

A Rifredi è stato tappato negli anni 2000 il sottopassaggio Dalmazia usato per anni dai residenti e da migliaia di studenti del Leonardo da Vinci che collegava via Reginaldo Giuliani con via del Terzolle, l'alternativa è diventata aggirare la piazza scendendo da via Mariti per poi risalire verso il Terzolle oppure risalire via Fantoni per arrivare al sottopassaggio verso via Panciatichi.

E' delle ultime settimane la notizia della necessaria sostituzione del Ponte al Pino dopo le verifiche strutturali su un'opera di fine '800 che ancora nel 2022 sosteneva l'intero nodo per il trasporto privato, pubblico e pedo ciclabile tra viale dei Mille e piazza Donatello, tra Campo di Marte e il centro storico.

In ordine cronologico l'ultimo grande annuncio di un intervento strutturale tra Ferrovie dello Stato e Comune di Firenze è stata la notizia della installazione di una lunga barriera antirumore a Rifredi. Ancora una barriera.

 La Stazione Foster dell'Alta Velocità ha catalizzato l'attenzione negli ultimi 20 anni con il rebus del people mover tra viale Redi e Santa Maria Novella mentre tra Rovezzano e Rifredi sembra esserci una barriera architettonica che aspetta di essere risolta.


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