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Attualità martedì 06 giugno 2017 ore 18:01

​Gli artigiani fiorentini schiacciati dalle tasse

Secondo Cna il capoluogo toscano è la terza città più tassata d'Italia per l'artigianto. L'aliquota fiscale totale al 69,3 per cento dal 68,5 del 2016



FIRENZE — Il dato esce dal rapporto dell'Osservatorio Nazionale Cna sulla tassazione della piccola impresa che analizza l’andamento della tassazione sulle piccole imprese in 135 città italiane. Tra queste ci sono tutti i capoluoghi di provincia. Il 'total tax rate' a Firenze schizza nel 2017 al 69,3 per cento, portando così il capoluogo toscano insieme a Roma al terzo posto in Italia in quanto a pressione fiscale sull'artigianato e sulla piccola impresa. La crescita rispetto al 2016, quando il dato era al 68,5 per cento, è stata quindi dello 0.8 per cento.  A livello regionale è Arezzo che vanta il Total Tax Rate più basso in Toscana con il 55,9 per cento. 

Sta di fatto che prima di cominciare a produrre reddito, secondo i conti di Cna, un'impresa dovrà aspettare il 9 settembre, il cosiddetto tax free day. In altre parole, su 365 giorni che compongono l'anno, ne occorreranno 253 per pagare i tributi nel loro insieme: solo i restanti 112 potranno essere utilizzati per consumi personali e investimenti. 

In Toscana, sono tre i capoluoghi di provincia che superano la media nazionale: Firenze con il 69,3 per cento, terzo posto assoluto in Italia con Roma; Grosseto con il 65,1 per cento e infine Livorno con il 61,6 per cento.

Il direttore generale di Cna Firenze Franco Vichi ha quindi detto: "I dati parlano chiaro: il livello di tassazione che sono costrette a sopportare le nostre imprese è peggiorato rispetto all’anno scorso. È un problema non più rinviabile che limita la crescita e gli investimenti delle attività. Da sempre chiediamo la riduzione della spesa delle Pubbliche Amministrazioni, regionali e locali. Per questo sosteniamo con forza la fusione dei comuni per limitare tutti quei costi indiretti che poi vengono sostenuti dai nostri imprenditori". 

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