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Attualità domenica 31 maggio 2020 ore 18:30

Sotto la Signoria 40 anni fa spuntava un museo

Vecchia Firenze Mia ricorda come si presentava piazza della Signoria a metà degli anni '80 quando dal sottosuolo riemerse la storia della città



FIRENZE — Oggi piazza della Signoria potrebbe essere lastricata in vetro, come al Louvre, e si potrebbe passeggiare osservando il percorso museale tra antiche chiese e case torri. La scelta 35 anni fa cadde però sulla ripavimentazione dopo una lunga campagna di scavi archeologici. Ancora una volta è stata Vecchia Firenze Mia a tuffare i fiorentini nel mare dei ricordi, riportandoli al 1980.

Mentre in Italia si parla dei mosaici rinvenuti tra i vigneti della Valpolicella, la Pagina Facebook creata e curata da Gianni Greco ripropone una pagina della storia della città che, come sempre, ha fatto tribolare i fiorentini. Greco, grande sostenitore del progetto di pavimentazione in vetro, già nel 1975 durante una prima campagna di scavi sosteneva l'opportunità di una scelta coraggiosa che avrebbe proiettato Firenze tra le grandi città europee.

Tutto inizia negli anni '60 con una lunga discussione sulla ripavimentazione di piazza della Signoria, il sindaco è Piero Bargellini e la città si divide tra un lastrico in cotto rosso, come risulta dai dipinti ad iniziare dalla morte di Girolamo Savonarola, oppure in pietra grigia. Guelfi e Ghibellini, ancora una volta.

Nel 1980 basta mettere mano al sottosuolo per fare intervenire la Soprintendenza. Partono gli scavi archeologici che porteranno alla luce i resti della chiesa di San Romolo, vecchie case torri ed anche scheletri umani. Nella primavera del 1985 una società privata propone di creare un percorso di visita sotterraneo ma Palazzo Vecchio vuole ripavimentare tutto mentre è in atto un braccio di ferro tra Roma e Firenze. L'allora soprintendente ai beni archeologici,  vuole creare un percorso visitabile ma i fiorentini vogliono "coprire la buca".

Cotto o pietra? I fiorentini sostenitori del rosso vincono anche un referendum ma Palazzo Vecchio ha già pronto il progetto che prevede una pietra squadrata inframezzata al marmo. Un progetto che Roma rigetta perché l'irregolarità della piazza non avrebbe mai permesso la realizzazione di una griglia in marmo e così si adotta il compromesso di una pietra in stile settecentesco, per richiamare la piazza pavimentata durante il Granducato di Toscana.



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