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Attualità giovedì 28 gennaio 2021 ore 11:06

Raccolta firme per un laboratorio sulla ex Caserma

L'associazione Idra ha lanciato una raccolta firme per chiedere un laboratorio partecipato sulla riqualificazione dell'ex Caserma di Costa San Giorgio



FIRENZE — L’associazione fiorentina Idra ha promosso un percorso di partecipazione in Oltrarno, un “Laboratorio Belvedere” per il quale occorrono 400 firme e che propone un tavolo di discussione sulla ristrutturazione dell'ex Caserma Vittorio Veneto di Costa San Giorgio.

La petizione diffusa in queste ore sui social e nel quartiere chiede all'Autorità regionale per la partecipazione un dibattito pubblico di co-progettazione per coinvolgere la popolazione residente e pendolare, gli esercizi commerciali e artigianali, le scuole e l’Università.

La petizione ha preso vita dopo il via libera dato da Palazzo Vecchio alla trasformazione urbanistica tra Boboli, Palazzo Pitti e Forte Belvedere, con la ristrutturazione edilizia e cambio di destinazione della ex Scuola di Sanità militare per la realizzazione di una struttura ricettiva. 

Idra sottolinea "Sono apparentemente indispensabili, stando al disegno presentato al Comune di Firenze, ingenti scavi per far posto in sotterraneo, nel fragile ‘Poggio delle Rovinate’, a parcheggi, a un tunnel carrabile, a magazzini e servizi. E, ancora, a beneficio della facoltosa clientela attesa nei 300 posti letto programmati, si ipotizzano collegamenti meccanici con l’albergo da Palazzo Pitti e Forte Belvedere, sulla cresta della cinta muraria che da Belvedere delimita il confine con il Giardino di Boboli. In cambio, la collettività avrebbe accesso agli ambienti restaurati di pregio storico, artistico e architettonico. Ma gratuitamente o con bigliettazione? Uno o 365 giorni l’anno? Di questo, nell’avallo di Palazzo Vecchio, non si trova traccia". 

Secondo Idra "il recupero dei beni mobili e immobili affreschi, chiostri, cortili, scalinate degradati dopo 23 anni di abbandono all’interno degli ambienti conventuali utilizzati dall’ex Caserma dismessa potrà certo costituire un valore aggiunto lodevole alla fruibilità del patrimonio storico cittadino. Ma il meritorio recupero rischia di portarsi dietro conseguenze nefaste di ogni tipo se non sarà guidato da una mano pubblica consapevole, ascoltante e rigorosamente vigile. Ed è proprio questo lo scopo costruttivo che si prefigge il processo partecipativo".

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