comscore
QUI quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5935 del 27.09.2013
FIRENZE
Oggi 20°33° 
Domani 20°35° 
Un anno fa? Clicca qui
Qui News firenze, Cronaca, Sport, Notizie Locali firenze
mercoledì 12 agosto 2020
corriere tv
Dj morta, l'entomologo: «Gli insetti ci possono dare un tempo vicino a quello della morte»

Attualità mercoledì 13 maggio 2020 ore 16:30

Nuove regole al mercato ma è crisi degli ambulanti

Anva Confesercenti racconta a QUInewsFirenze quali regole potrebbero aiutare la riapertura dei banchi, resta drammatica l'assenza dei turisti



FIRENZE — Gli ambulanti si sono fermati per l'emergenza Covid 19, qualcuno ha avuto la possibilità di mantenere aperto il banco per la vendita dei generi alimentari ma non tutti sono stati fortunati, alcuni comuni hanno infatti preferito chiudere tutto. Adesso i tempi sono maturi per poter riaprire ma ci sono il rebus delle distanze e l'incognita del turismo che pesano soprattutto per gli ambulanti dei centri storici.

QUInewsFirenze ha contattato Daniele Nardoni di Anva Confesercenti alla vigilia dell'incontro organizzato a Palazzo Vecchio per regolamentare le riaperture dal 18 Maggio.

Come avete trascorso la quarantena?

"Qualcuno ha potuto mantenere attiva la propria attività, non tutti e non in tutti i comuni. I banchi alimentari che sono rimasti aperti ci offrono la possibilità oggi di avere già una esperienza sulla gestione dei clienti in questa emergenza sanitaria. E' una fortuna non di poco conto perché ha permesso alle persone di prendere confidenza con le distanze e capire che anche davanti ad un banco di 40 metri occorre attendere il proprio turno e fare la spesa in modo diverso da come si è sempre fatta".

Dal punto di vista economico?

"Tremendo. Per via del lockdown che ha imposto l'isolamento e per i mancati aiuti economici. Fare l'ambulante è un sacrificio e stare chiusi fermi è stato molto difficile. Chi è riuscito a prendere i 600 euro, e sono comunque in pochi, si ritrova in ogni caso senza liquidità e non vede l'ora di poter ripartire anche se adesso..."

Ecco, cosa succede adesso?

"Stiamo parlando con i comuni per vedere come riaprire. Rifiutiamo categoricamente l'idea della turnazione dei banchi perché chi è del settore e sa come funziona capisce bene che non possiamo permettere che chi apre il banco una volta alla settimana in un mercato rionale, si ritrovi a lavorare due giorni al mese. E' una follia. Riteniamo inattuabile anche il contingentamento perché significherebbe da una parte creare degli imbuti all'ingresso dei mercati e dall'altra dover impedire il passaggio ai cittadini che abitano nell'area del mercato. Non pensiamo solo alle grandi aree mercatali in piazza ma anche ai mercati nelle strade come a Pontassieve o Borgo San Lorenzo. Che facciamo diciamo ai residenti di restare chiusi in casa altrimenti fanno numero?".

Cosa proponete?

"La riapertura con la solita scacchiera e la disposizione regolare dei banchi. Sarà nostra premura servire un cliente alla volta e controllare il rispetto delle distanze e ci affidiamo al buonsenso dei clienti che se vedono la fila faranno il giro del mercato per ripresentarsi dopo 10 minuti. Molto meglio che costringerli ad aspettare dietro ad una transenna oppure in mezzo alla piazza. D'altra parte siamo all'aperto, è come nei giardini dove se si crea un assembramento ci si ferma e si interviene".

E per l'ambulantato dedicato al circuito turistico?

"Quello è un dramma. Penso al Mercato del Porcellino o a San Lorenzo a Firenze dove la riapertura non coinciderebbe con la ripresa dell'attività visto che sono rivolti al 90 per cento ad una clientela turistica. A Palazzo Vecchio chiederemo i tempi sul ritorno del turismo e nel frattempo occorrerà un sostegno economico per le famiglie degli operatori. L'ipotesi di una turnazione è più che plausibile, parliamo di postazioni fisse che aprono tutti i giorni nello stesso punto quindi potrebbero alternarsi durante la settimana per lasciare più spazio tra i banchi".

Qualcuno ha pensato di convertire la propria attività e spostare il banco dal centro?

"Al momento no, costerebbe molto in termini di soldi e di tempo. Consideriamo che si tratta di banchi che si sono specializzati e che hanno forniture di un certo settore. E' difficile passare dalla vendita di pelletteria e oggettistica agli articoli per la casa o agli alimentari. Si tratterebbe di farsi una clientela da zero ed allora tanto vale aspettare il ritorno dei turisti". 



Tag
 
Programmazione Cinema Farmacie di turno

Ultimi articoli Vedi tutti

Cronaca

Cronaca

Attualità

Attualità