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Attualità mercoledì 20 gennaio 2021 ore 19:05

"Nessun caso Covid a Sollicciano, servono vaccini"

La Commissione politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali ha chiesto la partenza della vaccinazione all'interno del penitenziario



FIRENZE — L'emergenza sanitaria ed i disagi emersi in occasione della diffusione del Covid nelle carceri sono state al centro della seduta della Commissione Politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali, presieduta da Mimma Dardano con il garante per i diritti dei detenuti di Firenze Eros Cruccolini, il presidente dell’Associazione Pantagruel, Giuseppe Matulli e Giancarlo Parissi del Centro informazione Ascolto ed Orientamento.

Una notizia positiva è che non ci sono stati casi di contagio da Covid-19 all’interno del carcere di Sollicciano. Ma la pandemia non si è arrestata – ha detto la presidente della Commissione Politiche sociali e della salute, sanità e servizi sociali Mimma Dardano – ed è importante far partire la vaccinazione anche all’interno dell’istituto di pena".

"L’avvento dell’emergenza sanitaria Covid-19 e l’impossibilità di visite ha ulteriormente aggravato la situazione. Sono state concesse le videochiamate che hanno dato dei benefici immediati, perché a differenza delle telefonate, attraverso il video è stata data la possibilità di entrare realmente nei luoghi cari, nelle proprie abitazioni, pur a distanza e virtualmente. Come ci è stato spiegato dagli interlocutori che hanno partecipato alla seduta, la giustizia ha fallito a Sollicciano. Non ci sono attività come il giardinaggio, l’orto, falegnameria, o qualsiasi altra forma di laboratorio dove poter far iniziare un percorso di rieducazione. Purtroppo, hanno riportato gli ospiti, oggi chi esce dalle nostre carceri ha l’80 per cento di probabilità di rientrarci. Attualmente i progetti di inserimento lavorativo sono pochi e non del tutto in linea con i bisogni reali della società. Istruzione, formazione e cultura sono, invece, alla base di un processo di riabilitazione vero. Il carcere non può essere solo un’istituzione punitiva. Occorre, inoltre, un incremento del personale. Attualmente lavorano solo sei educatori, uno psicologo ed un mediatore linguistico"

"Il fatto, infine, che non ci sia una continuità nella direzione non permette di avere programmi a medio-lungo termine. Sollicciano e le carceri in generale - ha concluso la presidente Dardano – sono luoghi da ri-umanizzare. Non deve esserci chiusura totale e l’amministrazione comunale è pronta a fare la sua parte”

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