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Attualità lunedì 22 giugno 2020 ore 12:16

Nel '700 Uffizi affollati solo per San Giovanni

L'unico giorno dell'anno in cui le Gallerie si riempivano di visitatori era il 24 Giugno, con le porte aperte ai fiorentini invitati dal Granduca



FIRENZE — Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, in vista del 24 Giugno, festa di San Giovanni, ha presentato una mostra virtuale legata ai capolavori di Leonardo, Raffaello e Bronzino su tutti, custoditi nel Museo.

“Nel Settecento gli Uffizi erano affollati un solo giorno all'anno: - ha spiegato Schmidt -quello della festa di San Giovanni, quando i fiorentini erano invitati a visitare le collezioni, aperte al pubblico nel 1769 dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Per Firenze è una festa religiosa ma anche civica e politica. Per gli Uffizi è un anniversario importante, e quest’anno ancora di più perché il museo ha appena riaperto le porte, dopo l’emergenza, ai visitatori e soprattutto ai fiorentini che stanno riappropriandosi della città e dei suoi tesori artistici. La mostra virtuale sulla figura di San Giovanni non è intesa solo come un omaggio al patrono cittadino, ma come un modo per festeggiare con tutti, a Firenze e nel mondo, una giornata di così grande significato per la città e per il nostro museo”. 

Giovanni detto il Battista è il santo al quale, più di ogni altro, l’arte occidentale ha dedicato attenzione e spazio, sviluppando nel tempo la narrazione figurativa dei momenti più significativi della sua vita.

Quest’anno le Gallerie degli Uffizi propongono sul loro sito una mostra virtuale a lui dedicata. “Il Santo che battezzò Cristo. Scene dalla vita di San Giovanni Battista”, questo il titolo dell’ipervisione curata da Anna Bisceglia (www.uffizi.it/mostre-virtuali/san-giovanni-battista): una storia attraverso quindici opere della collezione del Museo, realizzate tra Trecento e Novecento, tra le quali capolavori di Leonardo, Raffaello, Bronzino, Veronese, e persino un’icona russa.

Immensa è la fortuna figurativa che San Giovanni ha raccolto dal Medio Evo fino al Novecento. Il Battista è infatti una figura chiave nella narrativa cristiana e costituisce l’anello di congiunzione tra il Vecchio e il Nuovo Testamento, fra l’antica tradizione ebraica e il messaggio rivoluzionario di Gesù, agendo in un momento storico in cui le terre medio orientali erano pervase da sommovimenti, inquietudini sociali, e dall’attesa fervente di quel rinnovamento dei costumi e delle coscienze cui alludevano gli antichi profeti.

L’itinerario virtuale inizia con la pala d’altare del pittore giottesco Giovanni del Biondo; lungo il percorso troviamo il San Giovannino nel Deserto che Raffaello eseguì a Roma intorno al 1518, e quello di Andrea del Sarto, di bellezza struggente; le commoventi raffigurazioni della prima infanzia del Battista dipinte da Pontormo e Bronzino, e il Battesimo di Cristo, momento culmine (da cui la qualifica, appunto, di “Battista” data al santo) rappresentato da dipinti di Verrocchio e Leonardo e di Veronese. L’istante finale e tragico del martirio - la decollazione, ovvero la decapitazione del santo - è descritto senza risparmio di crudezza da Cranach il Vecchio e Alonso Berruguete.



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