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Attualità venerdì 10 febbraio 2023 ore 18:20

Musei da record ma l'obiettivo era delocalizzare

Overtourism questo sconosciuto a giudicare dalla corsa ai record per recuperare e superare il numero di visitatori registrati prima della pandemia



FIRENZE — Oltre quattro milioni di visitatori, più del doppio dello scorso anno per le Gallerie degli Uffizi ed un milione e mezzo di visitatori per la Galleria dell’Accademia, sono i dati dei principali musei fiorentini nel 2022 con l'ambizione per entrambi di siglare il record nel 2023. Ma l'obiettivo era delocalizzare la concentrazione di turisti dal centro di Firenze.

Durante la pandemia è nata spontanea una profonda riflessione sulla necessità di rendere il turismo più sostenibile diminuendo i flussi e aumentando la qualità, favorendo magari le visite a distanza. Oggi però Firenze si sveglia con la corsa ad aggiudicarsi il record di biglietti staccati e l'aumento della cosiddetta Tassa di Soggiorno che un emendamento fiorentino ha portato al massimale di 10 euro.

Quindi?

Se da una parte la corsa ai record rende omaggio a Firenze ed al suo ruolo di città d'arte in Italia e nel mondo, da un altro punto di vista sembra evidenziare un passo indietro rispetto alla delocalizzazione dei flussi che sembrava essere diventato l'obiettivo del turismo del futuro. 

Le Gallerie degli Uffizi con 4.066.366 di ingressi nei tre spazi Uffizi, Palazzo Pitti, Giardini di Boboli hanno fatto segnare un aumento del 136,2% rispetto al 2021 (1.721.637), e solo il 7,4% in meno in confronto al 2019 ma nei grafici mostrati per presentare i dati si nota un recupero già da metà anno.

A Gennaio la Galleria dell'Accademia ha già fatto registrare oltre il 20% in più di ingressi. Il direttore Cecilie Hollberg ha dichiarato "Notevole, in questi mesi, è stato il successo non solo in termini di critica ma anche di pubblico a giudicare dalla crescita dei visitatori che non accenna ad arrestarsi. Migliaia di famiglie, turisti e fiorentini che ritornano al museo e riempiono la sala del Colosso e la Gipsoteca soddisfatti per ammirare non solo il David ma finalmente tutti i capolavori della Galleria sotto una nuova luce. Siamo sicuri che questo 2023 sarà un anno da record".

Nel 2008 Dario Nardella, che allora era presidente della Commissione Cultura, metteva in evidenza che la maggioranza dei turisti "visita il triangolo Uffizi-Accademia-Santa Croce" e poneva la riflessione "dobbiamo chiederci se la città può ancora sostenere questo stato di cose".

Nel frattempo sono stati realizzati vari diagrammi che hanno mostrato la concentrazione dei turisti in città fino ad utilizzare nuove tecnologie come la geolocalizzazione dei cellulari che ha mostrato a colori grandi cerchi concentrici nell'area San Marco e Uffizi.

Nel 2018, in tempi non sospetti rispetto alla pandemia un protocollo siglato tra Comune di Firenze, Città metropolitana, Camera di Commercio e Università degli Studi di Firenze selezionava Destination Florence CVB come soggetto unico per ampliare il turismo di qualità e poneva tra i propri obiettivi iniziative di destagionalizzazione e delocalizzazione dei flussi turistici.

Ad Aprile 2020 il Convention & Visitors Bureau di Firenze ha promosso un incontro centrato specificamente sulla gestione dei flussi turistici "Una straordinaria opportunità per riscrivere il futuro della nostra città, messo in discussione già da tempo per la sua sostenibilità". 

Ora non si delocalizza più?

Le Gallerie degli Uffizi lavorano da qualche anno al grande progetto degli Uffizi Diffusi destinato, se non direttamente ad alleggerire il carico di visitatori su Firenze, a spostare i visitatori verso altre mete della provincia come ad esempio Montelupo Fiorentino e magari prolungare la permanenza con pernottamenti fuori porta.

Il presidente della Regione Toscana ha raccolto e rilanciato la sfida suggerendo un Uffizi Toscana promuovendo l'allestimento di mostre di opere d'arte appartenenti agli Uffizi in varie dimore storiche sparse su tutto il territorio regionale.

Ricapitolando

Nel 2023 l'obiettivo è svuotare i depositi degli Uffizi per allestire mostre nella Città Metropolitana ed in tutta la Toscana. Al contempo Firenze alza la tassa sull'accoglienza nelle strutture ricettive che per voce delle categorie economiche potrebbe limitare i pernottamenti ma non impedisce nei fatti di dormire fuori porta e confluire nei flussi durante le ore di apertura dei musei.

L'incognita è quell'ambizioso pacchetto di misure fatto di aperture notturne, eventi fuori stagione, forte promozione dei musei cosiddetti minori ed una non meglio precisata svolta sul turismo di qualità necessari a rendere Firenze una città d'arte comunque da record ma anche vivibile.


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