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Arte lunedì 19 settembre 2016 ore 14:59

Licalbe Steiner, le origini della grafica italiana

Servizio di Serena Margheri

Una mostra tra testimonianze e lavori grafici, sulla vita e il lavoro della coppia di grafici Albe e Lica Steiner al Museo degli Innocenti di Firenze



FIRENZE — E' una storia che si intreccia con quella nel nostro Paese quella della nascita dello studio di grafica Las e della vita dei suoi creatori Albe e Lica Steiner, compagni nella vita e nel lavoro. Questa la base su cuoi ruota la mostra “Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana” curata da Anna figlia dei due grafici e ospitata negli spazi dell'istituto degli Innocenti a Firenze. Un racconto che nasce negli anni bui del fascismo ma che si crea durante la Resistenza.

Albe Steiner, nipote di Giacomo Matteotti, oltre ad essere grafico era anche partigiano, Lica nata da padre ebreo ha vissuto sulla sua pelle le leggi razziali nazifasciste. La figlia degli Steiner ha voluto così raccontare questo intreccio di vita, storia e arte attraverso materiali, testimonianze lavori grafici e fotografie.

Un percorso tra materiali, testimonianze, lavori grafici, fotografie e video sulla vita e l’opera di entrambi i protagonisti, ciascuno con una storia ed un’identità proprie, ma legati dal 1938 in maniera indissolubile nel privato e nel lavoro.

Dopo Milano ecco a Firenze una mostra monografica dedicata ai due grafici, protagonisti e interpreti della rinascita culturale italiana nel dopoguerra, insieme a intellettuali come Vittorini e Calvino. La mostra, curata da Anna Steiner, realizzata in collaborazione con Ardaco production, testimonia la ricchissima attività professionale dello Studio L.A.S. (Lica Albe Steiner) a partire dall’impegno civile che ha contrassegnato la loro vita, iniziato durante gli anni bui del fascismo, cementato nella lotta di Resistenza e proseguito poi con l’impegno didattico e nella comunicazione sociale. 

Il lavoro degli Steiner, come ricordò Calvino all’indomani della morte di Albe sulle pagine de L’Unità, fu sempre caratterizzato da una poetica dell’ottimismo, da una fiducia dichiarata nel presente e nel futuro, credendo che l’impegno in prima persona, professionale, didattico potesse segnare la differenza e una distanza abissale dal buio della guerra e del fascismo.

La mostra ripercorre la produzione dello Studio L.A.S. dai primi lavori: dal 1939 fino alla Liberazione e al viaggio in Messico (1946-1948), in una narrazione scandita dalle diverse sezioni: ricerca grafica e foto-grafica, editoria, pubblicità e allestimenti, marchi, presentazione del prodotto, manifesti e grafica di impegno civile, formazione professionale.

La biografia è ricostruita attraverso rari documenti che Lica ed Albe hanno tenacemente conservato nel tempo, nonostante guerre, distruzioni e viaggi, a testimonianza della loro formazione e della loro unione “intellettuale” che li ha visti così inseparabili da essere chiamati da loro stessi e dagli amici, i “Licalbe”, tracciandone un’unica identità.

I materiali esposti vengono dalla collezione privata dello Studio Origoni Steiner. La mostra è stato realizzata grazie alla partecipazione di Coop, che ha saputo vedere in questo progetto un momento importante per la storia e la memoria del suo marchio, disegnato da Steiner nel 1963, poi ridisegnato da Bob Noorda d’accordo con Lica Steiner. 

Ad Albe Steiner si deve anche tutta la declinazione / applicazione del marchio Coop sugli imballaggi coordinati e l’allestimento del primo magazzino a libero servizio Coop di Reggio Emilia studiato in funzione dell’individuazione dei reparti e dei prodotti.



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