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Arte lunedì 21 marzo 2016 ore 12:55

Fece di scoltura di legname e colorì

Questo il titolo della mostra alla ​Galleria degli Uffizi con quaranta opere che ripercorrono la storia della scultura del Quattrocento Fiorentino



FIRENZE — Il tema del legno dipinto, studiato da Margrit Lisner e da Alessandro Parronchi, trova spazio per la prima volta in una mostra curata da Alfredo Bellandi.

Nel Quattrocento la scultura dipinta costituì un modello per tutti gli artisti e fu un punto di riferimento per l'espressione delle successive generazioni.

Questa produzione fu predominante tra gli esponenti della più alta tradizione dell’intaglio ligneo fiorentino: i fratelli Giuliano e Benedetto da Maiano, i Sangallo, i Del Tasso, e Baccio da Montelupo.

Alla mostra nella galleria degli Uffizi molte opere celebri: il Crocifisso della SS. Annunziata di Firenze di Giuliano da Sangallo, quello del Museo Civico di San Gimignano di Benedetto da Maiano dipinto dal pittore Cosimo Rosselli e l'esemplare del Convento di San Marco di Baccio da Montelupo, appartenuto a Savonarola.

L'esposizione ripercorre la collaborazione che intercorreva tra pittori e scultori e che si realizzava anche attraverso i polittici-misti, grandi altari con al centro una statua in legno e pannelli laterali dipinti. Molti scultori, tra cui anche Donatello e Brunelleschi, si rivolgevano ai pittori per dipingere le loro opere.

Esposto anche Il Tondo Doni, simbolo di uno fra i più famosi episodi di collaborazione tra pittore, Michelangelo, e un esponente della più alta tradizione dell'intaglio ligneo fiorentino, Francesco del Tasso.

Anche Neri di Bicci, che aveva a Firenze una bottega avviata in via Porta Rossa, fu uno tra i pittori più richiesti e dipinse busti intagliati da Desiderio da Settignano e crocifissi da Benedetto da Maiano. Di Bicci anche la Maddalena al Museo della Collegiata di Sant'Andrea a Empoli, presente in mostra.

In esposizione altre rivisitazioni del tema con la Maddalena di Desiderio da Settignano della chiesa di Santa Trinita, terminata da Giovanni d’Andrea, un allievo del Verrocchio, e quella di Francesco da Sangallo del Museo diocesano di Santo Stefano al Ponte.

Nella mostra, saranno anche indagate le presenze di maestri stranieri attivi a Firenze, come Giovanni teutonico. Esposto anche il San Rocco della Santissima Annunziata di Veit Stoss, un apprezzato scultore tedesco.

L'esposizione sarà aperta al pubblico domani, martedì 22 marzo, e resterà aperta fino al 28 agosto.



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Permessi di soggiorno per i migranti, l'escamotage dell'orientamento sessuale

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