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Attualità venerdì 02 luglio 2021 ore 14:49

La città è un museo ma si ammira solo dal tavolino

Il divieto di stazionamento contenuto nell'ordinanza contro gli assembramenti impedisce di lasciarsi contagiare dalla sindrome di Stendhal



FIRENZE — Impossibile a Firenze restare contagiati dalla sindrome di Stendhal, una variante culturale di una pandemia tutta italiana legata all'arte del Rinascimento. Sarebbe l'effetto dovuto al divieto di stazionamento

Alcuni visitatori presenti in città nell'ultimo fine settimana hanno mal digerito il fatto di non poter passeggiare liberamente ed ammirate le facciate ed i monumenti di alcune tra le piazze più rappresentative della città a meno di non trovare un posto al tavolino.

Dal 25 Giugno, dalle 21 alle 6 del mattino nei giorni di giovedì, venerdì e sabato, vige il divieto di stazionamento e divieto di consumo di bevande alcoliche, salvo quello effettuato al banco o ai tavoli dei locali, in sei aree del centro storico considerate più a rischio. 

La limitazione dell’accesso comporta il divieto di stazionamento salva l’attesa in coda per poter accedere a esercizi pubblici e commerciali, salva la presenza al tavolo negli spazi in uso ai pubblici esercizi di somministrazione alimenti e bevande. C'è la possibilità di attraversamento ma soltanto per accedere agli esercizi pubblici e commerciali, nonché alle abitazioni private ed agli uffici pubblici e privati, e per il deflusso dall’area; il divieto di consumo di bevande alcoliche, salvo quello effettuato al banco di somministrazione e al tavolo negli spazi in uso ai pubblici esercizi.

L'ordinanza che funzionava in pieno coprifuoco, con il ritorno dei turisti è diventata anacronistica?

Il provvedimento ha avuto origine dal monitoraggio di Santo Spirito, dove il divieto di consumare cibi e bevande è perpetuo sull’intera scalinata sottostante al sagrato con divieto di stazionamento sul sagrato nei giorni di giovedì, venerdì e sabato dalle 21 alle 06.

Una ordinanza che, ha spiegato l’assessora alla sicurezza Benedetta Albanese "Serve a garantire a tutti la possibilità di vivere gli spazi pubblici in maniera sicura trovando un equilibrio fra le diverse esigenze a partire dalla prevenzione sanitaria ancora in corso che comporta la necessità di evitare situazioni di contagio”.

Le zone interdette alle passeggiate ma ammirabili dal tavolino sono: Borgo La Croce, piazza Sant’Ambrogio, Via Pietrapiana, via Giuseppe Verdi, via dell’Agnolo, Piazza Santo Spirito, via dei Michelozzi da Piazza S. Spirito a Borgo Tegolaio, via del Presto di San Martino tra Borgo Tegolaio e via de’ Coverelli, compresi il sagrato e la scalinata della Basilica di Santo Spirito, Piazza Strozzi, via degli Anselmi, via dei Sassetti, piazza dei Davanzati, via Pellicceria, piazza di Parte Guelfa, piazza della Repubblica, via dei Brunelleschi, via di Porta Rossa fra via Calimala e via Monalda, via Calimala tra via di Porta Rossa e piazza della Repubblica, via dei Lamberti tra via Pellicceria e via Calimala, via dei Cavalieri, via San Miniato fra le Torri; Piazza Santa Croce; Piazza Santissima Annunziata e Piazza San Lorenzo.

Antonio Lenoci
© Riproduzione riservata

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