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Attualità sabato 05 dicembre 2020 ore 09:03

Francobollo per 20 anni della Tommasino Bacciotti

La Fondazione dal 2000 aiuta le famiglie con bambini ricoverati al Meyer provvedendo all’accoglienza e finanziando borse di studio per la ricerca



FIRENZE — Cerimonia di emissione del francobollo ordinario per celebrare il 20° anniversario della Fondazione che dal 2000 aiuta le famiglie con bambini ricoverati all'ospedale pediatrico Meyer provvedendo all’accoglienza dei nuclei familiari dei lungodegenti e finanziando borse di studio per la ricerca e i progetti medico scientifici.

Alla cerimonia erano presenti, oltre al sindaco Nardella e a Paolo e Barbara Bacciotti, l'assessore alla toponomastica Alessandro Martini e il direttore della filiale di Firenze di Poste Italiane Pio Violante.

La vignetta raffigura l’immagine utilizzata per la promozione del Progetto Case Accoglienza della Fondazione Tommasino Bacciotti rielaborata con il profilo, in grafica stilizzata, della Cupola del Brunelleschi e il Campanile di Giotto del Duomo di Firenze, delimitata in alto da un ritratto del piccolo Tommaso Bacciotti e dal logo del 20° anniversario della Fondazione. 

Il sindaco ha commentato “Sono molte le iniziative che la Fondazione ha realizzato nel corso di questi 20 anni e che rappresentano tanti mattoni messi uno sopra l'altro per edificare una casa bellissima, colorata e luminosa. La Fondazione sta costruendo un legame indissolubile con la nostra città di cui siamo fieri e che non dimenticheremo mai. Dedicare un francobollo ad una realtà vuol dire anche legarla per sempre alla storia d'Italia”.

La Fondazione mette a disposizione delle famiglie dei bambini ricoverati al Meyer, appartamenti indipendenti che offre in modo totalmente gratuito provvedendo al pagamento di affitti, manutenzione e utenze e, grazie al contributo di aziende sostenitrici, mensilmente le famiglie vengono rifornite con alimenti di vario genere.

“Poter garantire una casa alla famiglia di un bambino malato è un percorso di guarigione in più - ha dichiarato Paolo Bacciotti - questi appartamenti vogliono essere delle 'isole felici' per il bambino per fare vivere al meglio, a lui e ai suoi genitori, questo percorso drammatico. Le malattie oncologiche dei bambini sono tunnel pieni di insidie e di dolori: per questo vogliamo che in quelle quattro mura i genitori possano vivere felici”. 



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