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Politica martedì 27 settembre 2016 ore 17:04

Firenze dice Sì e l'opposizione salta su

foto Dario Nardella - da Facebook

Il sindaco Nardella ha lanciato il comitato fiorentino per il sì al referendum ma Forza Italia, Lega Nord e FdI lo accusano di strumentalizzazione



FIRENZE — Il referendum confermativo delle modifiche alla Costituzione si terrà il 4 dicembre ma i toni dello scontro sono, purtroppo, già incandescenti. Ieri sera il sindaco Dario Nardella ha lanciato il comitato Firenze dice Sì con una cena di raccolta fondi alla manifattura tabacchi. Ma il nome scelto, scambiato da alcuni addirittura per uno slogan, ha scatenato le ire dei gruppi di opposizione di centrodestra in Consiglio comunale.

"Condanniamo con forza e sdegno l'uso politico che il sindaco di Firenze, Dario Nardella, sta facendo del nome della città - si legge in una nota firmata da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia - Il suo slogan Firenze dice Sì è irrispettoso verso Firenze, il cui nome viene speso come fosse un brand pubblicitario nell'agone politico. Non è Firenze, o qualunque altra città italiana, a doversi esprimere, ma sono i cittadini chiamati a dare un giudizio di merito sul cambio di alcune parti della Costituzione".

"Nardella dovrebbe essere il sindaco di tutti, non solo di quelli che voteranno sì al quesito referendario - si legge ancora nella nota -  Il sindaco ha fatto una caduta di stile molto grave e ci aspettiamo che chieda scusa alla città e ai fiorentini, sia a quelli favorevoli che a quelli contrari al quesito referndario. Il nome della città che ha l'onore di amministrare non può essere usato per battaglie di parte ma solo per promuovere campagne di alto valore ideale che uniscono i fiorentini, mentre la battaglia referendaria è fortemente divisiva".

Dal canto suo il sindaco Nardella, dopo aver pubblicato sul suo profilo Facebook una foto della cena ha poi precisato: "Ci tengo a puntualizzare due cose: Firenze dice Sì è solo il nome del nostro comitato, tranquilli. E la cena è stata pagata da ogni partecipante con una quota di 30 euro. Buona giornata a tutti".

Ai gruppi del centrodestra ha infine replicato con durezza il capogruppo del Pd in consiglio comunale Angelo Bassi.

“Nella storia politica del nostro paese è stato Silvio Berlusconi il primo ad aver utilizzato impropriamente il nome Italia come brand pubblicitario per dar nome al suo movimento e i Fratelli d’Italia hanno, addirittura, utilizzato il nome del nostro Inno nazionale per far politica - ha scritto Bassi in una nota - Non vedo quindi da dove nasce questa sterile polemica per l’uso di “Firenze dice sì” da parte del sindaco Nardella”.  “Dario Nardella è il sindaco di tutti i fiorentini - conclude il capogruppo Pd - e l’aver dato il nome della città al suo comitato per il sì al prossimo referendum costituzionale non pregiudica certo la sua azione di governo in città".

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