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Attualità giovedì 18 luglio 2019 ore 13:06

Decoro urbano, servono più negozi di vicinato

Commercianti fiorentini a disposizione del Comune di Firenze per vigilare sul decoro urbano con una nota che ne rivendica il ruolo economico e sociale



FIRENZE — Il neo assessore al decoro, Alessia Bettini, nei giorni scorsi su "La Repubblica” ha lanciato un appello ai fiorentini ed alle categorie economiche affinché segnalino i comportamenti scorretti e vandalici sul territorio. Confesercenti Firenze ha risposto all'appello con un intervento che rimarca il ruolo dei negozi di vicinato come presidio naturale contro il degrado. 

"Garantiamo di mantenere alta l’attenzione, attraverso i nostri associati e attraverso la rete dei centri commerciali naturali in città, che consistono in oltre 40 aggregazioni per un totale di circa 2000 imprese. Continueremo con maggior forza e costanza a segnalare e denunciare chiunque compia o si renda complice di danneggiamenti volontari al complesso di beni comuni presenti in città" così ha commentato Lucilla Cracolici, Coordinatrice dei Centri Commerciali Naturali Fiorentini. 

Cracolici ha spiegato "Crediamo, da sempre, che la rete dei Centri Commerciali Naturali, numeri alla mano, contribuisca “naturalmente” al presidio del territorio, ma che possa dare un ottimo apporto anche e soprattutto sul fronte della prevenzione di atti vandalici. Siamo convinti che la piccola impresa del commercio possa svolgere un ruolo strategico nella direzione evocata dall’assessore. Basta quindi con questi atti inconsulti che non hanno alcun senso, non sono tollerabili e che recano un importante danno sia materiale che simbolico a tutta la comunità".         

Da anni i fiorentini, anche attraverso i social, rimpiangono le continue chiusure di negozi storici o da lungo tempo sul territorio. La chiusura delle vecchie gastronomie, ferramenta, cartolerie, trovano spesso come comune denominatore l'impoverimento non tanto economico quanto sociale della strada. Alle lacrime digitali, infatti, c'è chi ribatte "Si piangete pure, ma da quanto tempo non ci entravate?" chiudendo così ogni sviluppo della discussione e sbattendo la realtà in faccia agli interlocutori dell'agorà, persino questa, virtuale. Lo sviluppo della grande distribuzione con prezzi sempre più concorrenziali, la liberalizzazione delle aperture con negozi ravvicinati che vendono tipologie merceologiche simili e l'aumento delle vendite per corrispondenza ha contribuito alla scomparsa delle tradizionali vie del commercio dove tutti si conoscevano e tutti vigilavano. Che il decoro cittadino, fatto anche delle secchiate d'acqua sul marciapiede al mattino, debba passare per un ripopolamento delle attività di strada? 



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