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Attualità venerdì 11 settembre 2020 ore 17:15

Crisi affitti, aumentano i morosi senza lavoro

Il grido di aiuto delle famiglie è stato raccolto dallo sportello Sunia che ha reso noti i dati delle famiglie che hanno perso la fonte di reddito



FIRENZE — I redditi colpiti dalla crisi economica seguita al lockdown stanno mettendo in pericolo la tenuta del mercato degli affitti, è quanto ha ribadito il Sunia Firenze dopo aver fatto i conti delle richieste giunte allo sportello aperto alle famiglie toscane.

"Solo a Firenze sono 75 mila i lavoratori che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione. Per un lavoratore dodici settimane equivalgono a 350 euro, per un impiegato e un quadro anche 750 euro. Una riduzione di circa il 33 per cento per un operaio, del 45 per cento per un impiegato e un quadro" è quanto ha evidenziato la segretaria fiorentina e toscana, Laura Grandi. 

Sunia e Camera del Lavoro hanno fatto la somma delle domande presentate per il contributo straordinario all’affitto, 2450 domande ammesse su 3496 totali. Un aumento del 110 per cento rispetto alle 950 del bando affitti ordinario del 2019. 

Sempre secondo i dati forniti dal Sunia "Firenze sul mercato immobiliare si presenta come la città con il più alto costo al metro quadro per gli affitti in Toscana e la terza in Italia, dopo Milano e Roma".

Il prezzo medio di un monolocale? "Servono 650 euro, che diventano 800 per un bilocale e 900 per un trilocale fino a superare i 1000 euro al mese per un appartamento di oltre 90 metri quadrati".

C'è poi il capitolo sfratti. "Firenze è la settima città in Italia con 802 nuove convalide di sfratto, 689 per morosità e 113 per finita locazione, con 2877 richieste di esecuzione con la forza pubblica e 576 sfratti già eseguiti". Nell'area metropolitana è Empoli la città dell’area con più espropri immobiliari in rapporto al numero di abitanti. 

"Gli sfratti con forza pubblica sono in stand by fino al 31 dicembre ma cosa succederà dal 1 Gennaio 2021, se non interverrà un provvedimento nazionale?" è la domanda della segretaria toscana.

Il grido di aiuto delle famiglie. Dal 1 maggio al 31 luglio, sono arrivate allo sportello 686 richieste di aiuto, 197 persone avevano chiuso la loro attività, 394 erano in cassa integrazione, in altri 64 un lavoratore in cassa integrazione e l’altro con l’attività chiusa. 

Il Sunia ha rilevato che in 198 casi i proprietari, tutti piccoli proprietari, hanno acconsentito ad abbassare il canone mentre "Dalle grandi proprietà non c’è stata alcuna risposta alle richieste di ridurre i canoni". 

Giancarla Casini, segreteria Cgil ha segnalkato "Si sta verificando una modalità del tutto nuova: i proprietari chiedono agli inquilini come garanzia, non solo la busta paga ed un contratto di lavoro a tempo determinato, ma anche un foglio scritto del datore di lavoro che garantisce di non mettere il lavoratore in cassa integrazione per i prossimi mesi. Una follia!".

"L’unico strumento che potrebbe regolare l’alto numero delle esecuzioni con forza pubblica, sarebbe la Commissione di gestione degli sfratti ma purtroppo non hanno mai efficacemente funzionato" sostengono Sunia e Cgil. 



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