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Attualità mercoledì 05 agosto 2020 ore 10:53

Affitti scontati ai privati ma non alle attività

Per Sunia e Confesercenti la rimodulazione dei canoni ha avuto un diverso impatto economico, i proprietari di immobili hanno risposto in modo diverso



FIRENZE — Per gli inquilini delle abitazioni è arrivata una boccata di ossigeno grazie alla rimodulazione dei canoni ma per le attività commerciali i proprietari non hanno concesso riduzioni, è questo il quadro fiorentino che emerge incrociando i dati di Sunia e Confesercenti. Sono soprattutto i piccoli proprietari, coloro che possiedono una, al massimo due abitazioni in affitto ad aver risposto all'appello del sindacato degli inquilini per la riduzione del canone, mentre chi riscuote ogni mese l'affitto da attività commerciali si è dimostrato più intransigente rifiutando il confronto per la rimodulazione.

A lanciare un allarme sul fenomeno dei locali commerciali a caro prezzo che non hanno ottenuto sconti sui canoni è stato il sindaco Dario Nardella che ha dichiarato "C'è una sottovalutazione del problemaI proprietari non si rendono conto che se non abbassano il canone si ritroveranno le attività fallite".

Lapo Cantini, responsabile Confesercenti Firenze ha spiegato a QUInewsFirenze che "La questione caro-affitti è diventata davvero una emergenza economica e sociale in una città come Firenze che sta vivendo un drammatico crollo delle presenze turistiche e ha fatto bene il sindaco ad invitare i proprietari di immobili ad una maggiore sensibilità. I comuni della Metrocittà, insieme a Prefettura, categorie economiche, rappresentanti proprietà immobiliari hanno concluso, alcune settimane fa, un accordo per una generalizzata riduzione dei canoni sul territorio. Si stanno perfezionando, a macchia di leopardo una serie di nuovi accordi tra privati con una sensibile riduzione degli oneri a carico delle piccole e medie imprese. Bisognerà attendere pero i mesi di settembre e ottobre per capire l'evoluzione della situazione e se vi saranno casi di risoluzione contrattuale per inadempimento della controparte. Il rischio, abbastanza evidente è quello di ritrovarsi molti fondi vuoti con conseguente desertificazione di alcune porzioni di territorio. Speriamo di no, molto dipenderà dal buon senso dei.proprietari e, più in generale dalla capacità di ripresa economica del Paese".

Maggiore soddisfazione ha espresso invece il Sunia con la segretaria Laura Grandi che ha spiegato a QUInewsFirenze "Per quanto riguarda le nostre richieste il 35 per cento ha accettato di ridurre il canone fino alla fine dell’anno. Per la maggior parte si tratta di proprietari che hanno una o due case. Le società che detengono soprattutto fondi commerciali, invece, non vogliono trattare".



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