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Attualità sabato 25 aprile 2020 ore 11:26

"C'è rischio che i negozi vadano alla malavita"

Le categorie economiche hanno suonato un campanello di allarme sulla crisi del commercio puntando il dito sui locali che potrebbero passare di mano



FIRENZE — Sostenere gli affitti dei locali commerciali per evitare le procedure di sfratto è la preoccupazione che le categorie economiche fiorentine hanno portato all'attenzione durante un incontro a Palazzo Vecchio.

Se Confesercenti ha lanciato una provocazione da parte dei Bar e Ristoranti "Per non chiudere venderemo tutti generi alimentari" Confartigianato ha rilanciato "Il rischio è che tanti fondi vadano alle grandi catene commerciali o ai grandi marchi, se non alla malavita, gli unici che in questo momento hanno potere di liquidità".

Il tavolo aperto dal Comune di Firenze tra categorie e proprietari dei fondi commerciali ha come obiettivo rinegoziare gli affitti, sospendere gli sfratti e estendere il credito d’imposta anche a laboratori e botteghe.

Il presidente di Confartigianto Alessandro Sorani e il direttore Jacopo Ferretti presenti all’incontro hanno commentato "Il tavolo ci dà la possibilità di portare avanti le richieste più urgenti del mondo dell’artigianato, che come tanti settori si trova ad affrontare una crisi drammatica. Tre le richieste a tutela del settore. Ampliare la platea dei beneficiari del credito d’imposta anche alle categorie C2, ossia i magazzini che spesso altro non sono che botteghe e laboratori artigianali. Questo - spiegano Sorani e Ferretti - garantirebbe piena uguaglianza fra i settori commerciali. Altro tema cruciale è la rinegoziazione degli affitti dei fondi commerciali e una moratoria sugli sfratti nel caso in cui si saltino uno o due mensilità. Il rischio è che tanti fondi vadano alle grandi catene commerciali o ai grandi marchi, se non alla malavita, gli unici che in questo momento hanno potere di liquidità.”

“Le nostre attività sono al collasso - ha detto Franco Brogi, Presidente Fiepet Confesercenti Firenze – sono necessarie misure urgenti per dare una speranza di sopravvivenza alle nostre attività che, da sempre, costituiscono un elemento di fondamentale importanza per l’economia del territorio. È necessario intervenire sulla durata e prolungamento degli ammortizzatori sociali, sui canoni delle locazioni, prevedendo una moratoria finalizzata ad una rinegoziazione e riduzione degli affitti, prevedendo forme agevolative e vantaggiose per i proprietari. Bisogna non solo esonerare ma esentare le imprese dal pagamento dei vari tributi e prevedere un intervento normativo che congeli e poi riduca le bollette. Bar e ristoranti continuano a pagare anche se sono costretti all’inattività. Una beffa ed un onere gravissimo per migliaia di imprese, già ridotte in ginocchio dal lockdown. A queste andrebbero invece dati indennizzi a fondo perduto a compensazione dei costi aziendali comunque sostenuti. Misure che devono accompagnare le imprese nella ripartenza, per un arco temporale ampio e soprattutto non limitato alla sola fase di lockdown. Ma contemporaneamente è necessario definire i protocolli sanitari per poter lavorare durante la “Fase Due”, con norme chiare ed omogenee su tutto il territorio nazionale, e che siano effettivamente praticabili dalle imprese. Le imprese, in questa situazione di assoluta incertezza, non possono continuare a restare “immobili” ma potrebbero essere costrette a fare scelte drastiche, come chiudere, oppure diventare tutti negozi al dettaglio di generi alimentari!!! Se il governo vuole mantenere l’impegno espresso dal Ministro dell’Economia Gualtieri, “Nessuno deve perdere il lavoro”, è l’ora di intervenire con forza adesso e non domani".

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