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Attualità giovedì 05 novembre 2020 ore 10:14

Bus al 50 per cento ma restano nodi irrisolti

Le nuove restrizioni hanno ridotto la quantità di passeggeri a bordo dei mezzi del trasporto pubblico, la svolta è stata la didattica a distanza



FIRENZE — La didattica a distanza al 100 per cento per le superiori e la capienza dei bus al 50 per cento hanno prodotto effetti immediati sul trasporto pubblico locale rilevati dagli autisti che adesso chiedono di preparare per tempo la prossima fase.

Massimo Milli membro della Rsu di Ataf in quota Faisa Cisal spiega a QUInewsFirenze "Si tratta di un buon provvedimento che poteva essere attivato nelle scorse settimane ed avremmo visto la differenza con le scuole ancora operative".

Cosa cambia da stamani?

"Siamo passati al 50 per cento di 112 passeggeri, livello medio di posti disponibili in piedi e seduti sui mezzi Ataf. Adesso si tratta di aggiornare la segnaletica sui mezzi in circolazione per segnalare la nuova capienza massima mantenendo tutte le precauzioni già in vigore da tempo. Una novità per noi è il ripristino della navetta per gli autisti che si spostano tra deposito e capolinea non essendoci più la possibilità di viaggiare accanto alla cabina guida". 

Quali sono stati gli effetti immediati?

"Gli autobus questa mattina viaggiavano rispettando le distanze tra i passeggeri. Personalmente sulla linea 30 ho avuto al massimo 25 passeggeri con una quota minima di 7 persone in scarico presso l'Aeroporto Vespucci a Peretola".

Dalla ressa di Ottobre alle corse a vuoto? 

"Purtroppo da Febbraio oramai viviamo questa situazione di massimo e minimo carico a seconda delle disposizioni governative ma anche della risposta della popolazione. In primavera ricordiamo che abbiamo avuto le corse vuote perché in tanti hanno deciso di spostare a piedi o in bicicletta, soluzione più difficile in inverno con il freddo e soprattutto le piogge"

Si troverà un equilibrio?

"Rivolgo un appello alla cittadinanza ed alle istituzioni affinché si trovi il modo di utilizzare i mezzi pubblici. C'è una nuova fase adesso che non abbiamo affrontato forse in estate, ed è il ritorno graduale alla normalità. Ad un certo punto la didattica a distanza calerà nuovamente e dovremo essere pronti con lo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita dalle scuole e dagli uffici. Da parte dell'azienda occorre lavorare sulle frequenze in modo da non farsi trovare con gli autobus ravvicinati di cui uno pieno ed uno vuoto ma distribuendoli in modo logico e funzionale, d'altra parte gli strumenti ci sono con la geolocalizzazione è possibile coordinarsi e mantenere le distanze anche tra le corse". 

Resta valida la richiesta di personale aggiuntivo per regolare i flussi?

"Si tratta di una proposta che si trascina dalla primavera, prima abbiamo parlato di volontari, poi di controllori da reperire tra il personale non più viaggiante, poi di facilitatori. E' ancora un nodo irrisolto, serviranno guardie giurate, dipendenti Ataf, volontari della protezione civile che indirizzino i flussi di passeggeri sui bus in transito". 


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