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Attualità mercoledì 10 giugno 2020 ore 10:39

Firenze all'aperto sorpresa dall'effetto tavolini

Sono oltre 200 le richieste arrivate allo Sportello del Comune di Firenze ma ci sono anche i progetti di vicinato per le pedonalizzazioni



FIRENZE — Da prima hanno brontolato ma poi hanno iniziato a sedersi, i fiorentini sembrano essere stati colti di sorpresa dall'effetto tavolini. Dopo essersi sostituiti ai turisti nella visita dei musei adesso è la volta della ristorazione? Non mancano i contrari al provvedimento che hanno chiesto controlli e regole garantite in un primo momento dagli steward proposti dalle categorie economiche e poi da un piano di vigilanza urbano (vedere articoli collegati).

Iniziano ad essere tante le attività di somministrazione che hanno colto l'opportunità di allargare i propri spazi verso l'esterno sfruttando la concessione gratuita del suolo pubblico. Sono oltre 200 le richieste giunte attraverso la procedura semplificata senza contare i progetti di pedonalizzazione, adesso in fase di valutazione, che consentono a più attività di vicinato di proporre l'occupazione condivisa di strade e piazze.

Dopo anni di discussione sulla forma e lo stile delle pedane, divenute poi dehor, i tavolini che sono comparsi nel centro storico sono oggi a discrezione dei ristoratori e sembrano aver riportato la città ad una dimensione antica in cui l'arredamento esterno ricalcava quello interno. In alcuni casi, vista la dimensione contenuta ed intima delle strade, come via dello Sprone ad esempio, in Oltrarno, l'effetto delle sedie e dei tavolini in strada ricorda le soste dei nonni sugli usci di casa.

Firenze all'aperto non ha però conquistato tutti, tanti temono la novità come ad esempio a Santo Spirito e Sant'Ambrogio dove l'idea dei tavolini è stata associata alla paura del "bivacco" mentre in alcune strade il suolo pubblico dedicato alle attività avrebbe "sottratto posti auto" ai residenti. Le due zone cult della movida cool rientrano nel piano straordinario di pattugliamento affidato alla polizia municipale.



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