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Attualità venerdì 25 ottobre 2019 ore 17:45

Friday for Future, protesta all'aeroporto

Gli attivisti del Fridays for Future di Firenze hanno manifestato contro l'ampliamento del Vespucci sul viale Luder, sotto la statua di Botero



FIRENZE — Presidio questo pomeriggio all'Amerigo Vespucci di Peretola da parte degli ambientalisti riuniti nel Fridays for Future di Firenze che si sono dati appuntamento all’aeroporto "Per ribadire forte e chiaro che non vogliamo l’ampliamento di Peretola, vogliamo che quei soldi siano investiti per una mobilità più sostenibile". Circa una cinquantina i manifestanti circondati dalle auto che nell'ora di punta attraversano viale degli Astronauti e viale Luder. La settimana di mobilitazione permanente dichiarata negli scorsi giorni (vedere articoli collegati) è culminata questo pomeriggio nella manifestazione promossa per la difesa della Piana contro l'ampliamento dello scalo fiorentino di Peretola. Gli ambientalisti si sono dati appuntamento presso la statua di Botero simbolo dell'aeroporto fiorentino .

"Il report dell’IPCC del 2018 nella sezione dei trasporti dice chiaramente che per ridurre le emissioni di gas serra il trasporto aereo dovrà essere ridotto drasticamente, in quanto una delle prime cause dell’inquinamento atmosferico. Perché dunque andare nella direzione opposta, aumentando il traffico aereo invece di disincentivarlo? Inoltre la nuova pista non solo aumenterebbe la produzione di emissioni inquinanti (oltre all’inquinamento acustico e al peggioramento della vivibilità della zona), ma aumenterebbe il rischio idrogeologico e comporterebbe l’eliminazione del Parco della Piana, proprio quel genere di bene naturale che andrebbe invece tutelato" è quanto sostiene il gruppo fiorentino dei Friday for Future.

Sugli striscioni srotolati anche il "No all'inceneritore". "Chiediamo al sindaco Nardella e al presidente Enrico Rossi di archiviare definitivamente il progetto per la realizzazione dell’inceneritore a Sesto Fiorentino. Gli inceneritori non sono una risposta al problema dei rifiuti, anzi ne creano di ulteriori: inquinamento atmosferico, deturpazione del paesaggio naturale e rischi per la salute di chi vive nelle zone limitrofe con l’emissione di diossine, che finiscono nell’aria, nei terreni e nelle acque. L’amministrazione deve iniziare a lavorare in primis per ridurre la produzione di rifiuti sul suo territorio ed investire le sue risorse per una gestione realmente circolare ed ecologica dei rifiuti. Mettere in funzione un inceneritore significa bypassare il problema, senza andare realmente ad affrontarlo. Nel contesto di crisi ecologica in cui ci troviamo, ci sembra assurdo che si pensi ancora di costruire inceneritori invece di promuovere una raccolta che punti al 100% sul riciclaggio".

Una settimana intera di mobilitazione dedicata al tema delle grandi opere ritenute "dannose per il nostro territorio" che ha visto in mattinata lo School Strike all’Istituto Machiavelli-Capponi con gli studenti che hanno bloccato gli accessi all'istituto e si sono ritrovati in piazza Santo Spirito.


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