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lunedì 18 novembre 2019

Attualità lunedì 21 ottobre 2019 ore 13:43

Friday future, settimana contro le grandi opere

Gli attivisti del Friday for future hanno organizzato una protesta che coinvolge l'aeroporto, l'alta velocità e l'impianto di termovalorizzazione



FIRENZE — Fridays For Future Firenze ha annunciato da questa mattina uno stato di mobilitazione permanente contro le grandi opere "Siamo nuovamente pronti a riempire le piazze e a far sentire la nostra voce, ogni venerdì sciopereremo per il clima davanti ad una scuola diversa e organizzeremo altre iniziative per approfondire e mettere in vista le cause della grave crisi ecologica che stiamo vivendo" hanno detto gli organizzatori della protesta che hanno previsto di dedicare la prima settimana al tema della grandi opere "inutili e dannose per il nostro territorio e venerdì 25 Ottobre dedicheremo a questa tematica due importanti iniziative. Con lo school strike all’Istituto Machiavelli-Capponi questo venerdì invitiamo gli studenti a non entrare in classe e a restare con noi in piazza per far sentire la nostra voce e per parlare di cambiamenti climatici e del legame della lotta per il clima con la lotta contro le grandi opere. Dalle 16.30 saremo all'aeroporto per ribadire forte e chiaro che non vogliamo l’ampliamento di Peretola, vogliamo che quei soldi siano investiti per una mobilità più sostenibile".

La nota diramata prosegue diretta alle istituzioni locali "Se davvero avete capito che siamo in stato di emergenza climatica, non aumentiamo l’emergenza: mettete da parte i progetti climalteranti e dannosi per il nostro territorio e iniziate a trovare il coraggio di mettere in atto i cambiamenti radicali necessari a garantirci un futuro. Non siamo più disposti ad accettare compromessi, ogni scelta politica che riguarda il nostro territorio, deve prima di tutto prendere in considerazione le ripercussioni sull’ambiente e sul cambiamento climatico, mettendo da parte gli interessi economici di pochi. Se si mettesse al primo posto questo tipo di valutazione, sarebbe molto più evidente che le grandi opere che le amministrazioni locali continuano a portare avanti, sono tutt’altro che prioritarie e ‘sostenibili’. Questi progetti vanno abbandonati al più presto, per dedicare tutte le energie e le risorse (già poco disponibili) alla realizzazione di progetti realmente ecologici, e non per finanziare opere che riducono le aree verdi e inquinano l’ambiente".

Sull'aeroporto. "Il report dell’IPCC del 2018 nella sezione dei trasporti dice chiaramente che per ridurre le emissioni di gas serra il trasporto aereo dovrà essere ridotto drasticamente, in quanto una delle prime cause dell’inquinamento atmosferico. Perché dunque andare nella direzione opposta, aumentando il traffico aereo invece di disincentivarlo? Inoltre la nuova pista non solo aumenterebbe la produzione di emissioni inquinanti (oltre all’inquinamento acustico e al peggioramento della vivibilità della zona), ma aumenterebbe il rischio idrogeologico e comporterebbe l’eliminazione del Parco della Piana, proprio quel genere di bene naturale che andrebbe invece tutelato".

Sul Tav. "Questa grande opera, i cui cantieri hanno già devastato il nostro territorio con enormi perforazioni, porterà, con l’avanzamento dei lavori ad una massiccia cementificazione, andando ulteriormente ad alterare il paesaggio e ridurre gli spazi verdi. Inoltre, la stessa produzione del cemento, contribuisce per l’8% delle emissioni globali di anidride carbonica. Vogliamo che si lavori per promuovere una mobilità pubblica gratuita, ecologica e di piccola scala, che rafforzi le infrastrutture già esistenti e disincentivi l’utilizzo di massa delle autovetture".

Sul termovalorizzatore. "Chiediamo nuovamente al Sindaco Nardella e al Presidente Enrico Rossi di archiviare definitivamente il progetto per la realizzazione dell’inceneritore a Sesto Fiorentino. Gli inceneritori non sono una risposta al problema dei rifiuti, anzi ne creano di ulteriori: inquinamento atmosferico, deturpazione del paesaggio naturale e rischi per la salute di chi vive nelle zone limitrofe (con l’emissione di diossine, che finiscono nell’aria, nei terreni e nelle acque). L’amministrazione deve iniziare a lavorare in primis per ridurre la produzione di rifiuti sul suo territorio ed investire le sue risorse per una gestione realmente circolare ed ecologica dei rifiuti. Mettere in funzione un inceneritore significa bypassare il problema, senza andare realmente ad affrontarlo. Nel contesto di crisi ecologica in cui ci troviamo, ci sembra assurdo che si pensi ancora di costruire inceneritori invece di promuovere una raccolta che punti al 100% sul riciclaggio".



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