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lunedì 16 dicembre 2019

Attualità lunedì 08 giugno 2015 ore 18:25

Amianto al teatro del Maggio, via al processo

La testimonianza di una vittima - Video

Tre lavoratori del Comunale dal 1972 al 1990 sono stati esposti alle polveri nocive e si sono ammalati. L'unico imputato è l'ex soprintendente Vidusso



FIRENZE — Le novità più significative di questa prima giornata di udienza sono due, secondo l'avvocato delle vittime Mattia Alfano. Da un lato la possibilità concessa dal giudice ai familiari delle vittime di costituirsi parte civile. Dall'altra il fatto che sia stata accolta la richiesta di Alfano  di coinvolgere come responsabile civile sia il Comune di Firenze che la Fondazione del Maggio musicale.

"Questo significa - ha esultato Alfano - che in caso di condanna riusciremo a coinvolgere nell'azione risarcitoria anche loro. Visto che il Comune era il proprietario dello stabile, nel quale i lavoratori operavano in una condizione di marcata insicurezza ed erano alle dipendenze della Fondazione".

Tra gli imputati, invece, l'unico rimasto in vita è Giorgio Vidusso, musicologo, 88 anni, dal 1986 al 1990 è stato al vertice del Teatro comunale e ora è accusato di omicidio colposo.

Le bonifiche del teatro sono scattate solo dopo il 1990. Fino a quel momento l'amianto veniva regolarmente spruzzato sulle tubature degli impianti di condizionamento e riscaldamento e veniva utilizzato su larga scala essendo ignifugo e isolante. 

Ed è proprio li che lavoravano Alfredo Magnanelli, classe 1952, Orlando Beltrami di San Piero a Sieve, nato nel 1041 e Stefano Rossetti, 50 anni.

I tre si occupavano chi della pulizia delle condutture della centrale termica chi della manutenzione degli impianti elettrici.  

Eppure già dal 1980, come ha certificato anche il pm, Filippo Focardi, che rappresenta l'accusa si sapeva che l'amianto era potenzialmente letale per l'uomo. Infatti, come raccontano due dei lavoratori che si sono ammalati in quegli anni, dal 1980 in poi furono dotati di una mascherina e di una tuta. Accorgimenti inutili per scongiurare il rischio di inalazione delle fibre di amianto e anche inutili per scongiurare la diffusione delle fibre negli altri reparti. 

Infatti sono già tre le morti dovute all'inalazione delle polveri cancerogene al Comunale.



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