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Attualità domenica 21 marzo 2021 ore 19:30

Affitti da paura, Firenze si scopre cinica e avara

Sono pochi i proprietari che hanno accettato di ridurre il canone di affitto per appartamenti e negozi, c'è un'ondata Covid che continua ad alzarsi



FIRENZE — Si parla di "ondata" per quanto riguarda i contagi ma c'è anche un'onda dalla cresta minacciosa che continua ad alzarsi ed è quella della crisi economica che tocca il mercato immobiliare fiorentino. Si parla di "rendita parassitaria" roba da periodo buio, da medioevo.

Sono pochi i proprietari che hanno accolto l'invito a ridurre i canoni di affitto per appartamenti e locali commerciali. Firenze dall'animo solidale si scopre cinica ed avara? La domanda è un'altra, i proprietari di Firenze sono i fiorentini?

I sindacati degli inquilini Sunia, Sicet, Uniat e Unione Inquilini in Conferenza delle Regioni e delle Province autonome hanno chiesto di prorogare il blocco degli affitti oltre il 30 Giugno 2021 mentre le rappresentanze di categoria invitano a "bastonare" pesantemente i proprietari sanzionando chi non abbassa le pretese fino alla revoca della destinazione d'uso.

Intanto i negozio storici, di prestigio, chiudono le loro vetrine sul centro storico. I canoni di affitto che in tempo di vacche grasse viaggiavano ad alti livelli oggi sono diventati proibitivi ma i proprietari non ci stanno a ridimensionare la pretesa. Così Firenze si scopre cinica e avara.

La Filcams Cgil ha commentato "La mancata volontà a rinegoziare i canoni di affitto fa vittime nel cuore del centro storico di Firenze dove i lavoratori vengono trasferiti in un un’altra sede oppure arriva la cassa integrazione, almeno fino a quando questo strumento rimarrà attivo. Ma fino a quando l’ammortizzatore con causale Covid sarà disponibile? Non possiamo assistere inermi a questo stillicidio, che sta polverizzando le attività produttive per i comportamenti di una rendita parassitaria. Servono azioni forti, come quella di revocare le destinazioni d’uso per quelle proprietà immobiliari, che non partecipano al mantenimento delle attività produttive, come anche il presidente di Federalberghi Firenze ha proposto, e servono anche interventi legislativi nazionali come quello della istituzione di affitti in equo canone per gli immobili commerciali nei centri storici delle città. Il mercato da solo non riesce a risolvere i problemi economici e sociali che la pandemia sta determinando, deve essere messo un limite alla contrattazione tra le parti nella determinazione dei canoni di affitto financo con interventi di riforma fiscale che colpiscano la rendita parassitaria".

Palazzo Vecchio assieme alle categorie economiche ed ai sindacati degli inquilini ha lanciato a più riprese l'appello ai proprietari invitandoli al tavolo della rinegoziazione ma in pochi hanno risposto preferendo aspettare i tempi dello sfratto per rimettere i beni sul mercato o puntando direttamente alla vendita degli immobili. 

E se mancassero gli interessati ad affittare, se mancassero gli interessati ad acquistare? Si tratta di un azzardo? A quanto pare, nonostante le ondate pandemiche ed economiche, i proprietari sono certi della domanda e della presenza di moneta.


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