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Attualità giovedì 15 dicembre 2016 ore 18:22

A Careggi un prelievo di fegato a cuore fermo

E' il primo intervento del genere effettuato in Toscana, la quarta donazione di prgani a cuore fermo dell'azienda ospedaliero-universitaria fiorentina



FIRENZE — La donazione di organi a cuore fermo è possibile dopo avere accertato il decesso con criterio cardiaco a differenza della donazione a cuore battente dove il decesso viene certificato con "criterio neurologico". In questo caso, dopo avere accertato il decesso è stata avviata una particolare modalità di circolazione extracorporea per mantenere vitali gli organi addominali tra cui appunto il fegato.

Questo ulteriore caso conferma la stabilizzazione del programma nazionale di donazione a cuore fermo avviato da circa due anni dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dall'Organizzazione Toscana Trapianti (OTT) con il supporto della Regione. Con il coordinamento operativo di queste strutture è stato garantito il percorso di accertamento di morte cardiaca e quindi la programmazione del prelievo di organi.

Nella maggioranza dei casi i donatori sono persone decedute in condizione di morte encefalica, quindi a cuore battente, mentre in quest'altra tipologia di donatore il cuore è fermo e quindi il prelievo degli organi è possibile solo grazie a una procedura clinico chirurgica di alta complessità, con un elevatissimo livello di collaborazione tra strutture e discipline diverse: pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, cardiochirurgia, nefrologia, Urologia del trapianto. Il percorso è gestito dal coordinatore locale e dal Centro regionale allocazione organi e tessuti.



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