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Attualità martedì 28 luglio 2015 ore 17:22

Tramvia, esposto contro il tunnel sotto il centro

Lo hanno presentato l'archeologa Lucia Lepore e l'architetta Giovanna Nicoletta Del Buono: "Bando di gara annunciato trionfalmente e non pubblicato"



FIRENZE — Il bando in questione riguarda un incarico esterno per la realizzazione dello studio preliminare dell'infrastruttura, dall'impatto ai tempi di costruzione, con un compenso - secondo alcune anticipazioni di stampa - di mezzo milione di euro. Il tunnel rientra nel progetto più generale di estensione della linee tramviarie nei Comuni di Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino.

Ecco qui sotto il testo dell'esposto presentato questa mattina alla Procura di Firenze:

"Le sottoscritte Giovanna Nicoletta Delbuono e Lucia Lepore espongono alla S.V. quanto segue:

- il primo maggio venivano informate a mezzo stampa delle dichiarazioni rilasciate dall’assessore ai lavori pubblici Stefano Giorgetti e dal sindaco Dario Nardella relativamente all’avvenuta pubblicazione del bando;

- nella seduta consiliare del 18 maggio si accennava a tale bando con l’impegno di arricchirlo di nuove soluzioni

- nelle ricerche effettuate sui siti web del Comune di Firenze e sull’Albo Pretorio non risulta pubblicato alcun bando riconducibile al tema in oggetto; alle richieste rivolte personalmente all’assessore Giorgetti e formalmente al direttore generale del Comune di Firenze, ing. Giacomo Parenti, sono state date risposte evasive o ad oggi alcuna risposta

L’irreperibilità dell’atto e la ridda di notizie incerte e contrastanti getta ombre sulla regolarità dell’espletamento della gara in oggetto, sussistendo fondati dubbi circa l’affidamento diretto dell’incarico da parte dell’amministrazione comunale di Firenze a ditta o società di fiducia, da tempo interessata e coinvolta.

Infatti come riporta “la Repubblica” si legge“Cinquecentomila euro per un incarico esterno di realizzazione di uno studio preliminare dell’opera, impatto, analisi geologica, tempi, sostenibilità. Dovrebbe essere pronto entro agosto”.

D’altra parte lo "Studio di fattibilità avente per oggetto l'estensione della rete tramviaria dei Comuni di Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Firenze e Sesto Fiorentino", risalente al maggio 2015 e reperibile on-line, fornisce nuovi dati sul percorso sotterraneo della tramvia fra Piazza dell’Unità e Piazza S. Croce, e fa emergere le seguenti considerazioni:

- tale percorso si svilupperebbe nel sottosuolo del centro monumentale della Città a soli 20 metri dal piano stradale

- stando alle risposte rese a chi espone, ed a due testimoni, dall’assessore ai lavori pubblici il 13 luglio in occasione della conferenza a cui ha partecipato il senatore. Nencini alla S.M.S. di Rifredi, lo scavo del tunnel potrebbe essere operato a mezzo di una fresa attualmente in uso a Karlsruhe e con simili modalità

- tale tecnologia ha procurato danni, in atto, per cedimenti e sprofondamenti del suolo soprastante come documentato dalla stampa tedesca

- gli eventuali danni e le perdite del patrimonio storico, artistico e culturale di Firenze non sarebbero paragonabili ai danni in atto nella città tedesca, non solo per cedimenti delle fondazioni ma anche solo per le vibrazioni del mezzo meccanico;

- le problematiche del suolo di Firenze non sono state minimamente considerate nel citato studio di fattibilità (sebbene siano contenute nella relazione geologica, geotecnica e idrogeologica allegata alla Relazione di V.I.A. del Tunnel AV redatto dai professori Poli e Pranzini, e in particolare nella stessa Relazione per la Linea 3.1 della Tramvia redatta da Studio Ecosphera di Palazzolo sull’Oglio allegata al Progetto Definitivo di detta opera);

- la quota a cui si scaverebbe e costruirebbe il tunnel è in parte archeologica, e in parte formata da un substrato di ghiaie acquifere su cui insistono le fondazioni della Città e dei principali monumenti (Duomo, Battistero, chiese, palazzi….) delle vie e delle piazze; tale substrato in tutte le Relazioni Idrogeologiche è definito come “orizzonte 2” e principale acquifero della Città e giace fino a circa 25 metri dal piano stradale;

- in tale substrato la costruzione del tunnel altererebbe irreversibilmente l’equilibrio idrogeologico poiché costituirebbe una diga permanente, con andamento pressoché parallelo al corso dell’Arno, provocando movimenti distruttivi nelle fondazioni degli edifici;

- dette opere inoltre si congiungerebbero, sempre in sotterraneo, tramite il cosiddetto “Snodo B” da Piazza della Repubblica (sfiorando le fondazioni di S.Maria del Fiore, del Battistero, della Basilica di S. Lorenzo) fino a Piazza della Libertà a Piazza delle Cure, sottopassando lo stesso Tunnel AV, andando ad intercettare insieme ad esso, la falda costituita dal paleoalveo del torrente Mugnone che costituisce apporto alle falde attive fino al sottosuolo del Centro Storico (V. Relazione Idrogeologica Studio Ecosphera. Linea 3.1 sopracitata);

- per il tracciato sotterraneo della tramvia sussisterebbero le identiche criticità emerse e registrate per la realizzazione della Stazione Foster e relativo tunnel, anche per la parte inerente alla gestione delle TERRE DI SCAVO, di per se stesse inquinate da agenti chimici come trielina, idrocarburi, metalli, scarichi fognari etc, come si legge nella succitata Relazione dei Proff. Poli e Pranzini, per cui l’immissione di bentonite costituirebbe solo un ulteriore apporto di fattore inquinante;

- relativamente al complessivo sistema di opere progettate e/o previste a Firenze (tunnel e parcheggi sotterranei) non è storicamente mai stato osservato né applicato il prescritto “principio di precauzione”;

Trattandosi di un’opera che, ad avviso delle scriventi ma anche alla luce di specifici studi scientifici, contiene altissimi rischi per la città di Firenze, riteniamo sia dovere e diritto dei cittadini vigilare e controllare fin dalle prime battute il rispetto di ogni legge a garanzia e la regolarità delle procedure; perciò si chiede alla S.V. Ill.ma:

- di accertare l’effettiva esistenza ed operatività del bando di garap ubblica per l’affidamento del progetto al fine di renderne pubblico il merito e la regolarità;

- di consentire ai Cittadini di conoscere il merito di quanto l’Amministrazione sta proponendosi di realizzare, poiché allo stato si rilevano condizioni di reale carenza informativa;

- di accertare se l’Amministrazione avesse di già proceduto a commettere il Progetto tramite affidamento diretto rilevandone la regolarità;

- di rilevare infine l’esistenza di possibili fattispecie di reato.

Giovanna Nicoletta Delbuono, architetto

Lucia Lepore, archeologa (già docente di Archeologia della Magna Grecia e di Metodologie della ricerca archeologica presso l’Università di Firenze)



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