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Cronaca giovedì 17 marzo 2016 ore 10:40

Ritardò gli interventi, indagato cardiochirurgo

Concluse le indagini su Pierlugi Stefano, primario di Cardiochirurgia di Careggi. L'inchesta è partita dopo il decesso di due pazienti



FIRENZE — Il cardiochirurgo, secondo la procura di Firenze, avrebbe ritardato gli interventi facendo inserire i pazienti, con gravi patologie da lui stesso riscontrate, nelle liste di attesa e cagionando, "o comunque concorrendo", viste le gravi condizioni a causare il loro decesso. Al cardiochirurgo oltre all'omicidio colposo viene contestato anche l'abuso di potere e la violazione dei doveri inerenti alla funzione pubblica per la gestione delle liste d'attesa.

Queste le accuse del pm Luigi Bocciolini della procura di Firenze al primario di cardiochirurgia Pierluigi Stefano. L'inchiesta, partita dopo la morte di un uomo nel gennaio 2012 e la denuncia dei suoi familiari, ha coinvolto anche una donna, morta nel novembre 2009. Il pm ha già inviato l'avviso di conclusione indagini. 

L'avvocato di Stefano, Sigfrido Fenyes, ha chiesto di essere sentito dal pm e ha annunciato che l'interrogatorio è stato programmato per il primo di aprile davanti ai carabinieri del Nas.

L'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato anche a due dipendenti dell'Azienda di Careggi dopo che i familiari dell'uomo morto nel 2012, rappresentati dall'avvocato Mario Taddeucci Sassolini, avevano chiesto l'accesso alle liste degli interventi.



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