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Attualità giovedì 12 dicembre 2019 ore 18:15

Papa Francesco dichiara Don Facibeni Venerabile

Foto da Facebook - Polisportiva Rifredi

Per la beatificazione occorrerà che la Chiesa riconosca che un miracolo sia accaduto per intercessione del venerabile invocato a tal fine dai fedeli



FIRENZE — Papa Francesco ha promulgato oggi il decreto di riconoscimento delle virtù eroiche e della fama di santità del servo di Dio don Giulio Facibeni, dichiarandolo Venerabile. Il processo di beatificazione e canonizzazione era stato aperto il 10 agosto 1989. Dopo questo primo riconoscimento ora, per giungere alla beatificazione, occorrerà che la Chiesa riconosca che un miracolo sia accaduto per intercessione del venerabile invocato a tal fine dai fedeli. Facibeni morto a Firenze nel giugno del 1958 è stato un antifascista fondatore dell'Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa, annoverato tra i giusti tra le nazioni per la sua opera a favore degli ebrei durante l'Olocausto.

Papa Francesco, salutando oggi in Vaticano il card. Giuseppe Betori in occasione dell'udienza alla Congregazione delle Cause dei Santi, ha detto all'Arcivescovo di Firenze di aver firmato ieri il decreto per don Facibeni con cui si completa il riconoscimento dei tre venerabili fiorentini riconoscendo e ribadendo così la visione unitaria che a Firenze abbiamo del card. Dalla Costa, La Pira e Facibeni.

Esprimendo gratitudine al Santo Padre l'Arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori ha detto: "Don Giulio Facibeni nella sua storia ha illuminato con fede e assoluta dedizione quelle periferie fisiche e spirituali che ci indica oggi come missione Papa Francesco: il quartiere operaio di Rifredi dove era parroco, il fronte della guerra da cappellano, e poi i ragazzi orfani, i giovani bisognosi di cura e istruzione. All'Opera Madonnina del Grappa e ai suoi 'figliuoli' don Facibeni ha dedicato senza risparmiarsi tutta la vita e così scriveva: “Il Signore ha voluto l'Opera in questo rione operaio, l'ha voluta aliena da umane protezioni e sicurezze e sostenuta dalla preghiera e dal lavoro degli umili, perché fosse apologia vivente della Divina Provvidenza”. Nonostante le estreme difficoltà economiche e organizzative, don Facibeni non respingeva nessuno che bussasse alla sua porta, con la fiducia che riponeva in Dio. La sua è per noi alta testimonianza di affidamento alla Provvidenza e di ascolto alle necessità dei più poveri e fragili. Don Facibeni è unito ad altri due venerabili che occupano un posto esemplare nella nostra Chiesa: il card. Elia Dalla Costa e il sindaco Giorgio La Pira. Il legame tra di loro fa pensare davvero al legame che unisce le tre virtù teologali: la fede, la speranza e la carità".

Ricevuta la notizia del riconoscimento, Don Corso Guicciardini 95 anni, erede spirituale di don Facibeni, da lui stesso scelto per proseguire nella guida dell'Opera Madonnina del Grappa, ha dichiarato: "Quello che posso dire con le mie parole è niente in confronto a ciò che don Facibeni ha vissuto con sofferenza, immolandosi nella storia del suo tempo per stare accanto ai più sofferenti e ai più poveri: dai soldati al fronte, agli orfani, ai giovani in difficoltà con la forza della sincerità dei sentimenti e senza compromessi. Si può dire che conquistava gli animi con tutto se stesso e senza offrire mezzi materiali se non per qualcosa di estremamente essenziale come un letto e come un pane. - don Guicciardini ha aggiunto - Fisso lo sguardo del cuore sulla eccezionalità della sua testimonianza trasmessa come sacerdote e cappellano di guerra, come 'Padre' carico di responsabilità e di immedesimazione nel sacrificio compiuto momento per momento. Con il ricordo, fisso lo sguardo a quel fulgore della Divina Provvidenza che portava a una misteriosa partecipazione all’Amore divino del Cristo che veniva a contatto con tante creature fragili e dolenti. Don Facibeni ha parlato poco di se stesso, molto di più ha fatto comprendere l’immane sofferenza di Dio che vuole dare la sua vita e tutto se stesso per restare presente in mezzo a quei fratelli uomini che Facibeni incontrava passo passo nei camminamenti delle trincee di quel tempo".



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