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Lavoro venerdì 24 febbraio 2023 ore 16:38

Qf respinge richiesta di revoca della liquidazione

Chiesti il ritiro della procedura di liquidazione e il commissariamento dell'azienda. In corso la istruttoria sulla domanda di Cassa integrazione



ROMA — Si è svolto oggi a Roma il tavolo di crisi Qf convocato dal Ministero delle Imprese e del Made di Italy, alla presenza della sottosegretaria Fausta Bergamotto. 

I sindacati hanno chiesto la revoca della procedura di liquidazione ed il commissariamento. Il tavolo è stato aggiornato a Marzo. I lavoratori, da 5 mesi senza stipendio, sono in assemblea permanente. Qui la vertenza dal 2019 al 2023.

Regione Toscana Comune di Campi Bisenzio e Città metropolitana, organizzazioni sindacali e rsu aziendali hanno insistito per una prospettiva industriale.

“Il Governo ha deciso di sostenere l’azione di scouting che, come ricordato dallo stesso presidente Giani prima della riunione di questa mattina, continua ad essere la scelta consapevole e determinata della Regione per dare un futuro a decine di famiglie - ha detto Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani, presente al tavolo con Arti e Unità di crisi - l Governo ha deciso di sostenere anche la richiesta di procedura di ritiro della liquidazione mettendo a disposizione il Fondo del credito per le cooperative e il Fondo di salvaguardia di Invitalia. Insieme abbiamo richiesto l’immediato pagamento di quanto dovuto ai lavoratori. La Regione la ritiene ancora un'ipotesi prioritaria e il governo oggi non l’ha esclusa. A Roma Qf non si è presentata; hanno partecipato da remoto il liquidatore con i suoi legali e siamo stupiti che i professionisti non abbiano ancora avuto il passaggio di consegne da parte della proprietà, anche considerando l'importanza del tavolo di questa mattina e la forte tensione sul territorio. Ringrazio la sottosegretaria Fausta Bergamotto che ha chiesto formalmente con noi il ritiro della procedura di liquidazione riconvocando il tavolo per il 2 Marzo”.

In una nota congiunta Simone Marinelli, coordinatore automotive per la Fiom-Cgil nazionale, Stefano Angelini della Fiom-Cgil Firenze, Prato e Pistoia, Silvia Spera, Area politiche industriali per la Cgil nazionale ed Elena Aiazzi della Segreteria Cgil di Firenze commentano "Nessuna novità, ma soprattutto ha confermato l'inconsistenza di Borgomeo e oggi anche del Liquidatore che ha dichiarato di non poter entrare nel merito della vertenza poiché non a conoscenza della situazione societaria. Il Liquidatore e i suoi consulenti (7 in totale) hanno provato a impostare il confronto sulla solita e unica litania che Qf ha portato ai tavoli, sostenendo che la liquidazione si basa sul mancato raggiungimento dell'oggetto sociale di impresa per colpa dell'occupazione dello stabilimento da parte dei lavoratori. Un tentativo inaccettabile di ribaltare sui lavoratori la colpa della fuga di Gkn e l'inconsistenza dei progetti di reindustrializzazione portati da Borgomeo. I lavoratori sono in assemblea permanente in difesa di uno stabilimento produttivo fondamentale per il territorio di Campi Bisenzio e di tutta la regione. Al punto in cui si è arrivati è fondamentale il ritiro della procedura di liquidazione - sostenuto anche dal Ministero e dalla Regione Toscana - e il commissariamento dell'azienda. Sono le uniche strade per avviare un reale percorso che valorizzi il lavoro fatto fino a oggi dalla Regione e le proposte depositate al Comitato di proposta e verifica. Il tavolo è stato aggiornato al prossimo 2 Marzo ma è necessario che il Governo individui una soluzione e metta in campo gli strumenti per garantire il futuro industriale dello stabilimento e la continuità occupazionale e di reddito delle lavoratrici e dei lavoratori.”

“L’invito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a ritirare la procedura di liquidazione di Qf purtroppo non è stato accolto e questo in concreto mette a repentaglio ogni possibile percorso di reindustrializzazione del sito ex GKN di Firenze - hanno detto Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Davide Materazzi, segretario della Uil Toscana con delega all’industria - La Regione Toscana ha detto che sta verificando gli interessamenti pervenuti per il sito fiorentino di QF, ex GKN, mentre il Ministero del Lavoro ha detto che è in corso la istruttoria sulla domanda di cassa integrazione presentata dalla Azienda. Il MIMIT ha invitato a ritirare la procedura di liquidazione della QF, ma purtroppo tale sua richiesta fino ad ora è stata respinta. Tutto ciò aggrava evidentemente la già drammatica situazione in cui versano i lavoratori della QF di Firenze. Come sindacato siamo estremamente preoccupati e stiamo percorrendo anche le vie legali per tutelare i lavoratori, da ottobre privi di qualsiasi reddito. Speriamo che il Governo, interloquendo con la proprietà, entro il prossimo incontro del 1 Marzo riesca a scongiurare la liquidazione della società e a riavviare un percorso di reindustrializzazione”.

La Unione sindacale di base "L’agonia della gestione Qf dello stabilimento Ex-GKN di Campi Bisenzio ha avuto il suo epilogo al tavolo ministeriale odierno. Al posto dell’azienda, com’era prevedibile, si è presentato un team di giuslavoristi, dei tecnici con il compito di gestire la messa in liquidazione dell’azienda. La parabola di Borgomeo e della sua QF si è conclusa con l’ennesimo colpo di scena, l’ennesimo schiaffo dato ai lavoratori, al territorio, alla Regione ed al Governo. Un piano industriale balbuziente e mai realizzato, un vissuto fatto solo di proclami e poca concretezza rappresentano la pochezza di questa modalità di fare impresa, fatta di “salvatori della patria”, di cavalieri senza macchia sul destriero bianco che arrivano in salvataggio della situazione. Nulla di tutto questo. Ciò che è peggio e che avevamo ragione noi fin dall’inizio, quando chiedevamo la nazionalizzazione e l’esproprio dello stabilimento, mentre qualcuno ci guardava come se fossimo dei pazzi. Ora però siamo a punto e a capo. Anzi la situazione è peggiore anche rispetto l’uscita di GKN, perchè i lavoratori attendono da 5 mesi lo stipendio, e sono sempre meno. Fa bene il Ministero a chiedere il ritiro della messa in liquidazione, perché questo permetterebbe di ripartire nel percorso condiviso con le istituzioni, in cui la Regione Toscana si è fatta soggetto promotore di uno scouting per la re-industrializzazione. Un percorso che ha avvicinato ben 6 soggetti industriali interessati allo stabilimento. Ma questo è parte della soluzione. Questo da solo non basta". Per la Usb "E' necessario infatti che questa discussione rientri nel quadro di gestione di settore, l’Automotive, in cui quella di GKN è solo la punta dell’iceberg di una crisi che diventerà strutturale a meno che non ci sia un intervento economico e normativo a tutela dello stesso. C’è il decreto salva Ilva? Allora noi chiediamo il decreto salva Automotive, salva GKN: deve essere infatti chiaro che nessun posto di lavoro può andare perduto nel quadro delle riconversioni industriali a cui sarà sottoposto il settore da qui al 2035 anche a causa della transizione dal motore endotermico a quello elettrico. Servono gli investimenti, le politiche industriali e soprattutto serve che ci sia l’intervento pubblico diretto laddove si presentino condizioni industriali tali da garantire la ripresa produttiva, come nel caso della GKN, dove quel sito produttivo e i suoi lavoratori possono essere immessi in un piano strategico di produzione green dentro l’automotive".


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