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Cultura Lunedì 27 Novembre 2017 ore 12:03

Panda e uccelli, l'integrazione a fumetti

Nelle strisce disegnate da Simone Peralli per "PACI. A true story" c'è il lavoro di accoglienza e integrazione dei migranti svolto dal Cenacolo



FIRENZE — Gli operatori del centro di accoglienza PACI sono dei panda (“animali in via d’estinzione”), i migranti sono uccelli migratori e, metamorfosi a parte, le storie raccontate dal fumetto di Simone Pieralli sono tutte vere. Il fumettista che ha partecipato ad alcuni incontri presso il centro e ha ascoltato “ogni persona passata per quegli uffici, davanti o dietro alle scrivanie, che ha lasciato un pezzetto della sua storia”. Per poi trasformare il tutto in un racconto costruito con ironia.

I disegni raccontano la difficile ricerca di un lavoro adatto a ogni uccello migratore, l’impegno dei panda nel districarsi con la burocrazia per rispondere ai bisogni delle persone assistite, l’incontro con altre culture, le buone pratiche dell’accoglienza, le esperienze di riscatto e di ripartenza dopo la fuga da guerre e persecuzioni: “Il fumetto, che parla solo attraverso il disegno, è passato di mano in mano, ha raggiunto anche a chi parla altre lingue, è servito a strappare un sorriso ai protagonisti delle storie”, spiega ancora il fumettista.

“PACI. A true story” è il condensato di un lavoro di accoglienza e integrazione che va avanti da sette anni del centro di via Caccini, gestito dalla Cooperativa Il Cenacolo aderente al Consorzio Co&So che in questi anni è riuscito a garantire al 70 per cento degli ospiti il raggiungimento dell’indipendenza, attraverso il lavoro e l'alloggio.

“Dall’inizio della sua attività, il centro situato nel complesso della Madonnina del Grappa ha accolto oltre 500 persone - spiega il direttore Mauro Storti - Il percorso di accoglienza e integrazione prevede corsi di italiano, inglese e alfabetizzazione informatica, orientamento al lavoro e assistenza socio-sanitaria. L’obiettivo è rendere i migranti persone autonome e integrate nella società, sia dal punto di vista abitativo che economico. Ogni anno gli inserimenti lavorativi sono in media 45”.


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