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Attualità sabato 26 settembre 2015 ore 15:45

La cosa giusta

Anche a Firenze con Giani e Meucci l'iniziativa #‎lacosagiusta,‬ nata per conoscere le persone arrivate in Italia scappando dai loro paesi in guerra



FIRENZE — Questi sono i racconti di Eugenio Gani, presidente del Consiglio regionale, e di Titta Meucci, consigliere regionale del Pd che hanno incontrato durante l'inizativa #lacosagiusta, alcuni rifugiati opsitati nella provincia di Firenze.

Eugenio Giani ha visitato l'ostello della gioventù di Villa Camerata ed ha incontrato i profughi ospitati nella struttura.

"Siamo all’ostello della gioventù di Villa Camerata a Firenze - racconta Eugenio Giani - e sono circondato da giovani uomini provenienti dall’Africa sub sahariana, in particolare dal Mali, Senegal e Ghana. Ieri ne sono arrivati 35 e altrettanti ne arriveranno nei prossimi giorni per un totale di 70 profughi. Sono colti e si stanno perfettamente integrando nell’ostello che insieme a loro ospita anche i turisti. L’accoglienza avviene grazie ad un accordo che l’associazione Aics ha fatto con l’Aig , l’associazione che gestisce gli ostelli della gioventù in Italia . Ecco un bell’esempio di integrazione fattiva fra Firenze e questi ragazzi , quasi tutti istruiti, che parlano più di una lingua, conoscono internet e usano lo smartphone. Grazie al progetto di Aics l’accoglienza non si limita a dare un posto dove mangiare e dormire , ma anche a dare basi solide per costruirsi il proprio futuro fuori dal paese da dove scappano. Presto cercheranno di inserirsi nel mondo del lavoro e a continuare a studiare".

Titta Meucci, insieme all'assessore del Comune di Firenze Sara Funaro, ha incontrato le ragazze ospitate nel Quartiere 5.

"lamine è nata in Senegal nel 1979, - racconta Titta Meucci - a dire il vero Iamine non è il suo vero nome e del suo passato non posso raccontarvi molto più, probabilmente non riuscirò neanche a trasmettervi la forza e il coraggio che questa donna e la sua storia mi hanno regalato, perché c’è una strada che va dritta dagli occhi al cuore senza passare per l’intelletto, ma è giusto che io ci provi perché è #lacosagiusta. Mi accompagna nella visita Sara Funaro, assessore del Comune di Firenze che di accoglienza si occupa giornalmente con passione e competenza.

Il passato di Iamine riappare improvviso quando poggia le mani sul tavolo, ha lasciato segni indelebili sul suo corpo, ma i suoi occhi sono pieni di speranza. Mi racconta del suo viaggio, Senegal, Tunisia, Libia, il Mediterraneo che ti porta quasi ad odiare l’infinito del suo mare, poi finalmente la Sicilia e l’Italia.

Mi parla dell’Italia con la stessa gioia con cui un bambino guarda al futuro. E come un bambino è determinata, in meno di 5 mesi parla già in un buono italiano. Come tutti frequenta i corsi obbligatori d’Italiano e grazie all’ottimo lavoro di Oxfam Italia e del Quartiere 5, frequenta anche corsi e occasioni d’incontro e formazione extra.

All’improvviso si alza dal tavolo, ritorna dopo poco con un foglio, orgogliosa come chi ha preso 10 in matematica, mi mostra il suo permesso di soggiorno, il primo piccolo sasso su cui iniziare a costruire il suo futuro. Ora, mi dice, potrà finalmente iscriversi al centro per l’impiego, cercare un lavoro o seguire qualche corso di formazione professionale, nel frattempo però, vuole continuare a imparare l’italiano. I sogni sono fatti per volare alto, e rimango spiazzata quando mi dice che le piacerebbe fare la badante, la domestica, rendersi utile per qualcuno. Nel frattempo Iamine attende da quasi un anno di essere ascoltata dalla commissione che dovrà decidere se potrà o meno ottenere la protezione internazionale, dovranno giudicare la sua storia la sua vita. Andiamo in cucina per fare una foto, ci inonda un profumo di spezie, le ragazze stanno preparando il pranzo, il lento borbottio della pentola invita davvero a sedersi a tavola, le ragazze ci invitano a tornare per un “vero” pranzo Africano, perchè no! Lascio Iamine e le altre ragazze sulla porta, ci guardiamo, hanno meno paura di fare errori salutandomi in Italiano ma la cosa splendida del parlare con gli occhi è che non ci sono mai errori grammaticali".




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