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sabato 29 febbraio 2020

Lavoro lunedì 06 luglio 2015 ore 18:06

Università e impresa, presentati 12 spin off

Nell'aula magna l'ilustrazione dei progetti di impresa messi a punto dall'ateneo fiorentino in collaborazione con General Eelectric e Sesa



FIRENZE — La presentazione dei progetti è stata introdotta dal rettore Luigi Dei e dal prorettore al trasferimento tecnologico Marco Bellandi. 

I 12 progetti sono stati ammessi al decimo bando di preincubazione dell’ateneo lanciato grazie ad una collaborazione sperimentale con GE Oil & Gas. 

Il bando offriva a gruppi di giovani ricercatori e professionisti l’opportunità di mettere a fuoco la propria idea imprenditoriale nel campo dell’Ingegneria meccanica, informatica e dell’automazione, della chimica, fisica e ottica e di preparare un business plan attraverso un percorso di consulenza e assistenza da parte degli esperti di General Electric durato sei mesi. Tre delle proposte, in particolare, hanno risposto appieno agli obiettivi ad alto contenuto tecnologico definiti da GE Oil & Gas e dall’Incubatore Universitario Fiorentino.

Durante la mattinata è stata presentata anche la collaborazione avviata di recente dall’Incubatore Universitario Fiorentino con il gruppo empolese Sesa, una delle principali aziende italiane del settore ICT, con cui saranno messe a punto nuove iniziative congiunte per la promozione della cultura dell’innovazione e imprenditorialità.

“L’interesse manifestato da due grandi aziende a collaborare con l’Incubatore  apre la pista a nuove collaborazioni magari con il sistema delle piccole e grandi imprese - ha dichiarato Marco Bellandi - Dal 2011 a oggi abbiamo selezionato 105 progetti di impresa, coinvolto oltre 400 giovani laureati, organizzato 250 giornate di formazione, riconosciuto 34 spin off”.

Gli ultimi tre spin off approvati dagli organi collegiali sono quelli di   AtomSensor, Meccanica 42 e Probiomedica. 

Atom Sensors è uno spin off fondato da un gruppo di studiosi guidati da Guglielmo Maria Tino, ordinario di Fisica della materia, con l'obiettivo di tradurre le esperienze tecnico-scientifiche maturate nell'ambito della fisica atomica in strumenti innovativi di altissima precisione. Il prodotto principale è un apparecchio che permette di condurre delle rilevazioni particolarmente accurate e attendibili basate sull'interferometria atomica. Il sensore atomico può essere applicato in diversi campi: individuazione di giacimenti petroliferi; studio tettonico e geodinamico; studio di bacini sedimentari; indagini archeologiche; indagini sul rischio vulcanico; misurazioni dello spessore dei ghiacci polari; navigazione inerziale.

Meccanica 42 nasce dalla collaborazione tra Dipartimento di Ingegneria Industriale (Dief) e l’azienda Danisi Engineering per produrre dispositivi capaci di offrire il piacere di una guida sportiva ma sicura. L’apparecchio interviene sul bloccaggio del differenziale e di conseguenza sulla reattività dello sterzo. Frutto di un’attività di ricerca che ha richiesto quasi tre anni, è stato concepito sia per il mercato automobilistico che per le vetture da pista. Un aspetto innovativo dell’apparecchio riguarda il grado di personalizzazione e l’integrazione con la telefonia mobile. L’utente può infatti variare la percentuale di bloccaggio attraverso un qualsiasi smartphone. Al momento esiste un prototipo, attualmente in fase di validazione, che potrebbe essere messo in commercio tra circa un anno.

Probiomedica Photonics & Robotics è uno spin off dell'Università di Firenze congiunto con la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Si propone di sviluppare dispostivi medici innovativi nel campo della fotonica e della robotica. Il prodotto di punta di Probiomedica è CapsuLight, una capsula ingeribile a LED, per la cura dell’infezione gastrica da Helicobacter pylori attraverso la luce. Si tratta di una capsula endoscopica per uso terapeutico, piccola come una pillola di antibiotico, senza effetti collaterali. E’ usa e getta ed è simile alle capsule endoscopiche per uso diagnostico presenti in commercio. L’idea di Probiomedica è nata dalla volontà di fornire uno strumento per limitare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, in aumento oggi nella popolazione mondiale.



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