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venerdì 17 agosto 2018

Attualità venerdì 20 luglio 2018 ore 17:00

Il Calcio Storico è patrimonio di Firenze

Protocollo d’intesa fra Comune, Soprintendenza e Università per valorizzarlo in maniera scientifica per il particolare interesse culturale



FIRENZE — Il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina del Calcio Storico diventa “patrimonio materiale e immateriale di Firenze” da studiare, valorizzare e tutelare in quanto bene di particolare interesse culturale. Grazie al protocollo di intesa firmato questa mattina a Palazzo Vecchio fra Soprintendenza, Comune e Università di Firenze il Corteo Storico viene quindi inserito in un progetto scientifico per la sua tutela, la sua manutenzione e la sua valorizzazione.

In base a questo protocollo, sottoscritto dal soprintendente Andrea Pessina, dall’assessore alle tradizioni popolari Andrea Vannucci e dalla professoressa Dora Liscia del dipartimento di storia, archeologia, arte e spettacolo dell’Università di Firenze, il Corteo Storico sarà al centro di interventi di catalogazione e inventariazione di tutta la documentazione cartacea, audiovisiva, dei costumi, degli eventi, e dei rituali con l’obiettivo di salvaguardarlo e predisporre tutti gli interventi indispensabili alla sua valorizzazione.

“La firma di questo protocollo è l’inizio di un percorso che ha l’obiettivo di arrivare al riconoscimento e ad una tutela del Calcio Storico, del Corteo Storico e delle tradizioni popolari fiorentine come patrimonio immateriale della città” ha detto l’assessore Andrea Vannucci, che ha aggiunto: “Una possibilità aperta dalle ultime novità normative su cui insieme a Soprintendenza e Università abbiamo deciso di puntare come progetto pilota a livello nazionale per raggiungere un riconoscimento ufficiale che è già nei fatti perché i fiorentini sanno già che il Calcio Storico e il Corteo della Repubblica sono patrimonio della città e fanno parte del dna di Firenze. Raggiungere questo obiettivo significa rendere perpetuo questo straordinario rapporto che lega Firenze alle sue manifestazioni più importanti. Per arrivarci sarà necessario un grande lavoro di squadra che coinvolgerà tanti studenti dell’università di Firenze. Anche questo è un modo per avvicinare i giovani alle nostre tradizioni – ha concluso l’assessore - secondo una linea di lavoro che ci siamo dati e su cui continuiamo a lavorare”.

“Oggi inauguriamo un capitolo nuovo nella storia della tutela – ha detto il soprintendente Andrea Pessina – perché è la prima volta che la Soprintendenza fiorentina avvia un vincolo di questo tipo su un patrimonio immateriale. E’ un progetto pilota a livello nazionale ed è di fatto l’attuazione delle convenzioni di Parigi ratificate anche dal nostro paese dove accanto al cosiddetto patrimonio colto di cui Firenze è ricchissima è stato stabilito che meritavano di essere tutelate anche altri tipi di testimonianze che non sono tangibili ma che vanno conservate in quanto forti espressioni delle identità culturali delle comunità locali, come lo sono il Calcio Storico e il Corteo Storico. Per questo insieme al Comune e all’Università abbiamo deciso di partire da questa manifestazione. Non solo i costumi, le armi, i cappelli e le altre cose necessarie ma anche le modalità stesse di esecuzione della performance”.

“Abbiamo aderito con orgoglio al progetto perché è un'occasione importante per studiare un fenomeno che è fatto di persone, di oggetti, di teatralità, musiche e storia che sarà anche occasione unica per entrare in questo mondo che viene considerato generalmente folcloristico ma che in realtà ha una base storica e culturale importante” ha spiegato la professoressa Dora Liscia dell’Università di Firenze.

“Il Torneo e il Corteo sono cresciuti molto negli anni, siamo una manifestazione storica e adesso le stiamo ulteriormente valorizzando” ha commentato il presidente del Calcio Storico Michele Pierguidi presente alla firma del protocollo insieme al direttore del Corteo Storico Filippo Giovannelli che ha aggiunto: “Il Calcio storico e il Corteo Storico non sono manifestazioni folcloristiche: questo progetto le eleva a livello culturale e ne siamo fieri”.



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