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Attualità venerdì 22 maggio 2020 ore 07:00

Vacanza anti Covid con i consigli di un camperista

Massimo Milli

Massimo Milli, vice segretario Faisa Cisal, esperto di Mobilità ed appassionato di vacanze all'aria aperta racconta a QUInewsFirenze la sua esperienza



FIRENZE — Tutti i giorni è alla guida degli autobus fiorentini, dai bus elettrici ai veicoli da 18 metri, ma quando può fugge all'aria aperta a bordo della sua casa su quattro ruote, Massimo Milli, vice segretario della Faisa Cisal della provincia di Firenze racconta ai lettori di QUInewsFirenze la sua esperienza come camperista all'alba di una estate segnata profondamente dall'emergenza sanitaria che imporrà limiti e privazioni. 

Tra box in plexiglas e spiagge contingentate la scelta della vacanza all'aria aperta a bordo di case mobili sembra imporsi nel panorama italiano non propriamente predisposto a questo tipo di esperienza, più in voga nei paesi dell'Europa settentrionale.

Conducente di autobus sulle linee di Ataf ed esperto camperista, com'è nata la passione per la vacanza all'aria aperta?

"Ho iniziato poco più che diciottenne con la classica canadese in spalla per la vacanza fai da te con gli amici o con la prima fidanzata. Partenza senza meta per il primo viaggio in libertà, senza veramente prenotare niente. Armato solo di curiosità e di responsabilità. Poi con il tempo sono passato a tende più strutturate ma presto si assapora anche l'idea di poter viaggiare in modo indipendente".

La prima casa mobile? 

"A 25 anni ho acquistato la mia prima roulotte, ovviamente usata visti i mezzi a disposizione. E' stata più una fantasia che una necessità però mi ha portato a dover fare una scelta, se usarla per viaggiare oppure parcheggiarla in qualche piazzola dove poter andare nel fine settimana. Presto sono passato ad un Caravan acquistando un oggetto ancora una volta usato ma tenuto in maniera impeccabile ed al quale mi sono molto affezionato perché ha visto ed accompagnato la nascita dei miei due figli. Quando i ragazzi sono stati un po' più grandi ho comprato il mio primo mezzo completamente nuovo con il quale ho viaggiato in tutta Italia.  Da pochi mesi l'ho venduto ad un collega autista e sono tornato alle origini acquistando una roulotte. A 51 anni sono tornato ragazzo".

Da esperto cosa consigli in questo periodo in cui sembra essere nato un nuovo interesse per la vacanza cosiddetta en plein air?

"Si tratta di una scelta ideale per garantire il distanziamento sociale ma ancora di più per la gestione in totale autonomia della vacanza, liberi da qualsiasi vincolo e vicini ai propri "affetti stabili" come si dice oggi. Viste le nuove regole imposte dall'emergenza sanitaria dover condividere spazi con altre famiglie non sarà facile e potrebbe essere l'occasione per scoprire una forma di turismo che gli italiani dovrebbero provare per conoscere meglio un territorio che ha tantissimo da offrire e che spesso no apprezziamo per il suo valore ambientale".

Veniamo ad un punto dolente, quali possono essere i costi?

"Consiglierei di valutare attentamente l'opzione del noleggio perché i costi possono essere alti nell'arco di un solo fine settimana, anche 500 euro tra la presa in carico e la riconsegna. Si può provare ma consiglio sia ai giovani ragazzi che ai più grandi di partire da un mezzo usato anche se di vecchia immatricolazione perché spesso sono oggetti tenuti al riparo in rimesse e garage. Parliamo di una spesa tra i 5mila ed i 10mila euro che si recuperano però con l'uso. Non ce ne rendiamo conto perché in vacanza siamo portati a divertirci e spesso sforiamo il budget, ma invito a fare due conti ed a mettere in colonna la spesa per una vacanza tradizionale. Confrontandola con la spesa di una vacanza alla'ria aperta potremmo avere delle sorprese".  

L'attrezzatura incide sui costi?

"Potrei dire che bastano un tavolino, quattro sedie ed un ombrellone, ma poi la passione subentra e l'allestimento del mezzo diventa parte del divertimento. Nell'abitacolo c'è la possibilità di avere, acqua, gas e luce. Un frigorifero trivalente che può essere alimentato a 220 volt, a 12 volt oppure a gas, l'acqua calda può essere prodotta da un boiler, per l'acqua corrente è sufficiente un cassone di raccolta e stoccaggio, la luce è autonoma a batteria ma oggi ci sono tante opportunità come ad esempio un invertitore per avere i 220 volt oppure un pannello solare per ricaricare le batterie del vano motore e dei servizi. Un porta biciclette, un telo verde da stendere a terra ed una veranda completano la dotazione. Con lo sviluppo della tecnologia applicata alle case mobili oggi esistono molte opportunità anche per i camperisti, basta sempre misurarsi con le proprie risorse". 

La dispensa di un camper cosa offre?

"Con il tempo, come avviene per la dispensa di casa, si impara a fare le scelte giuste per accontentare i gusti della famiglia e rispettare le scadenze che sono importantissime. Si arriva a giudicare ad occhio la capienza degli spazi a disposizione, ad iniziare dal frigorifero, e si possono fare scorte che consentono un grande risparmio. Torno sul tema dei conti: i sacchetti della spesa li riempiamo anche se stiamo a casa ed in queste settimane molte famiglie hanno imparato a fare la spesa con parsimonia, la stessa cosa la fai con il camper o la roulotte. Ho scoperto inoltre che si può cucinare di tutto, dalla pasta alla brace alla frittura ed anzi, stando all'aria aperta, si elimina anche il rischio dei cattivi odori".

Meglio le piazzole libere oppure i campeggi?

"Ognuno può fare i conti con le proprie risorse, devo dire che oggi si trovano piazzole dotate di acqua corrente e scarichi fognari. Se si ha la possibilità di accedere ad un parcheggio con il controllo notturno si ha una sicurezza in più, oppure si può scegliere un campeggio con l'allaccio alla rete elettrica ed altri servizi che offrono maggiori comodità".. 

Cosa lascia l'esperienza di una vacanza itinerante?

"Non credo di esagerare se dico che si tratta di un viaggio di formazione perché permette a tutti di assaporare la vera libertà, di creare un contatto con la natura, di osservare e di scoprire tante cose che rischiamo di dare per scontate. Un aneddoto cui sono molto legato è il fatto di arrivare all'imbocco dell'Autostrada e chiedere a mia moglie "Per Bologna o per Roma?" poche parole che rendono però l'idea dell'evasione e dell'autonomia anche se per pochi giorni. Non vedo l'ora di mettere in strada la mia roulotte nell'attesa che finisca questa pandemia". 



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