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Attualità lunedì 20 gennaio 2020 ore 11:08

"Stanno chiudendo altri negozi, facciamo comunità"

Il Comitato cittadino di zona ha lanciato una call al settore per non perdere la vocazione del commercio naturale su strada e far vivere il rione



FIRENZE — "Stanno chiudendo altri negozi a Bellariva. Invitiamo tutti a fare rete e comunità del luogo che viviamo" è questo l'appello che il Comitato Social Street Bellariva ha lanciato nelle scorse ore dopo aver monitorato il rione registrando un aumento delle saracinesche abbassate. Sembra essere una vera e propria call to action rivolta al settore del commercio su strada al fine di non perdere la vocazione di centro naturale.

Si dicono preoccupati i residenti della zona che dalle sponde dell'Arno arriva alla ferrovia sulla linea Rovezzano - Campo di Marte. Ad aver suonato un campanello di allarme è stata la portavoce Monica Micol che nelle scorse settimane ha invitato i cittadini a sfruttare le aree comuni messe a disposizione da alcuni esercenti, come ad esempio nei bar della zona, per aumentare lo spirito di vicinato.

Il Comitato si è attivato con l'arrivo dell'inverno nell'allestire presso il cavalcavia di piazza Alberti una zona per il recupero degli indumenti usati ma adesso lo sguardo è rivolto al mantenimento del tessuto commerciale che a detta dei residenti starebbe subendo un impoverimento a causa di numerose chiusure lungo la via Aretina, via Sella e via Lanza.

Sul tema è intervenuto a QUInewsFirenze, Lapo Cantini, responsabile Confesercenti, che ha commentato "Purtroppo quello che avviene a Bellariva non è un fatto isolato ma riguarda gran parte dei quartieri delle grandi città, non solo Firenze. Ormai per il combinato disposto GDO/Commercio elettronico abbiamo, pressoché ovunque, con eccezione dei centri storici a vocazione turistica dove fortunatamente persistono le attività commerciali anche a carattere familiare e tradizionale (soprattutto food) questo problema di riduzione del tessuto delle piccole e medie imprese. Si assiste infatti alla progressiva ma inesorabile chiusura di tante attività, con la triste sequenza di serrande abbassate e fondi sfitti. È un vero e proprio attentato alla vivibilità dei nostri quartieri e territori che sicuramente, con meno attività diventano anche meno sicuri e decorosi. Cosa Fare? Mettere subito risorse per incentivi apertura nuove attività, prevedere 'zone tax free" con azzeramento tasse locali in concomitanza start up attività, sostenere i centri commerciali naturali nella realizzazione di eventi ed iniziative di quartiere. Ma soprattutto lanciare campagne di sensibilizzazione sull'acquisto consapevole per far capire quali costi sociali si nascondono dietro l'acquisto compulsivo con un click".



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