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Attualità martedì 12 maggio 2020 ore 18:38

Spopolano le mascherine delle sarte fiorentine

In foto Laura alla macchina da cucire
Laura alla macchina da cucire

Un gruppo di sarte professioniste ed amatoriali ha confezionato migliaia di mascherine che sono state distribuite gratuitamente a grandi e piccini



FIRENZE — Hanno lavorato durante la quarantena per tagliare tessuti, imbastire e cucire le mascherine colorate che sono state distribuite a grandi e piccini nella città di Firenze e, su richiesta, in altre regioni italiane, sono le sartine fiorentine coordinate dal Comitato Cittadini per Firenze.

Laura Pasquinelli, sarta di professione, che si è messa a disposizione per organizzare il lavoro delle sartine ed il confezionamento delle mascherine ha raccontato a QUInewsFirenze la sua esperienza.

Come è nato il progetto?

"L'idea è nata molto semplicemente osservando quanto stava accadendo, appena abbiamo capito che le mascherine sarebbero state necessarie non ci abbiamo pensato troppo ed è partito il passaparola per reclutare le sarte disponibili che sono state molte più di quante mi sarei potuta aspettare. A riprova che l'artigianato sartoriale resiste e Firenze nasconde delle grandi cucitrici tra chi lo fa per hobby e chi pur avendo la macchina da cucire a casa non aveva mai praticato ma ha approfittato dell'emergenza Covid per imparare".

Come ha organizzato il lavoro delle sartine?

"Siamo partiti dalla materia prima, ovvero il tessuto, il filo, le bobine e gli elastici che sono stati forniti dal Comitato ed abbiamo disegnato i due modelli che sarebbero andati agli adulti ed ai bambini. Per agevolare il lavoro ho realizzato alcuni video tutorial sul taglio e sulle operazioni di cucitura in modo tale che i pezzi fossero uniformi. Consideriamo che si è trattato di tagliare stoffe di 8 metri per 40 centimetri di larghezza, ed abbiamo bene in mente quanto è grande una mascherina. I video sono stati poi inviati tramite un Gruppo Whatsapp".

Le sarte hanno ricevuto il materiale a casa?

"Di più. Attraverso Whatsapp ci siamo avvisati reciprocamente del materiale che veniva via via esaurito, le stoffe hanno viaggiato in caso di esaurimento ma anche di errori nel taglio o di richieste particolari di colori, e persino le macchine da cucire sono state manutenute. C'è stato un guasto alla macchina di una sartina ed il Comitato ha provveduto al ritiro per la riparazione ed in caso di danno irrecuperabile era già pronta la sostituzione. Un grande lavoro di squadra".

E' stato impegnativo?

"Ho approfittato dell'assenza del marito rimasto bloccato a Bologna durante la quarantena. A casa c'è stata mia figlia di quattro anni che mi ha sopportata e supportata. Il Comitato è stato straordinario, un giorno mi ha fatto recapitare a casa una torta decorata con un messaggio per mia figlia "Agata, grazie per la pazienza". Mi hanno commossa".

La distribuzione è stata totalmente gratuita?

"Assolutamente sì. Abbiamo voluto che fosse un progetto totalmente gratuito senza neppure la richiesta di soldi in beneficenza. Non abbiamo neanche accettato le donazioni perché lo scopo era aiutare, senza neppure recuperare i costi. Domenica abbiamo distribuito le ultime mascherine ai bambini in alcuni giardini che sono stati riaperti ed è stata una grande soddisfazione".

Cosa resta di questa esperienza?

"Durante la quarantena sono stata in farmacia ed una signora mi ha vista con la mascherina e ne è rimasta colpita. Mi ha chiesto dove l'avessi comprata e quando le ho detto che l'avevo fatta io mi ha fornito la stoffa e gliel'ho confezionata. La soddisfazione di poter aiutare il prossimo facendo ciò che si ama è qualcosa di indescrivibile. Insomma potremmo dire che c'è chi ha approfittato della quarantena per imparare a fare il pane, chi ha passato il tempo dando sfogo alla creatività e chi si è messo alla macchina da cucire. Sono emersi dei talenti e l'artigianato fiorentino ne è uscito alla grande". 



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