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Attualità martedì 12 ottobre 2021 ore 18:12

Sacchi si dimette e la Cultura torna a Nardella

Il sindaco Dario Nardella ha annunciato un incontro con tutte le associazioni culturali attive nella città di Firenze per un momento di confronto



FIRENZE — L’assessore alla cultura, moda, design e relazioni internazionali, Tommaso Sacchi, si è dimesso per entrare nella giunta di Beppe Sala a Milano e le sue deleghe sono state assunte dal sindaco Dario Nardella, ad interim.

Un ritorno al futuro per Nardella che nel 2004 da giovane consigliere comunale era presidente della Commissione Cultura. Poi nel 2014, esattamente 10 anni dopo, formando la sua prima squadra da sindaco decise di tenere la delega alla Cultura, poi affidata a Tommaso Sacchi.

“Ho deciso di tenere la delega alla cultura - ha detto il sindaco - perché ritengo fondamentale avere una transizione senza strappi: per ora sarò concentrato nel mantenere la continuità grazie alla dirigente Gabriella Farsi e tutta la struttura amministrativa, di recente arricchita di due nuove figure apicali, senza tralasciare nulla”.

Il sindaco ha annunciato che Sacchi resta presidente del Teatro della Pergola, temporaneamente e d’intesa con i soci, il presidente della Regione Toscana e di Fondazione CR Firenze e con il sindaco Sala.

Sacchi ha detto “Lascio un’impostazione solida: un’attenzione viscerale verso l’arte e le produzioni contemporanee, un sistema di contribuzione triennale alle associazioni culturali per dare maggiore continuità al loro operato, la riapertura di una ventina di spazi dismessi e ora rigenerati e dedicati in via prioritaria proprio alla cultura, dalla Manifattura Tabacchi al Memoriale di Auschwitz, dal teatro Niccolini alla Palazzina Indiano Arte. Ho dato tutto me stesso e porterò questa esperienza formativa incredibile con me, continuando a collaborare con Firenze da lontano”.

“Tommaso Sacchi è stato con me come caposegreteria per 5 anni, poi assessore per due anni e mezzo - ha dichiarato il sindaco Nardella - e posso dire che è stata una scommessa vinta prima sotto profilo tecnico e poi politico-amministrativo. Del resto la sua chiamata a Milano, avvenuta in maniera condivisa, è il riconoscimento del buon governo della città e della qualità delle nostre politiche culturali. Sono ovviamente dispiaciuto sul piano umano ma considero questo non un addio ma un’opportunità di crescita del rapporto tra Firenze e il capoluogo lombardo”. “In questi anni - ha continuato il sindaco - Firenze è stata dichiarata prima città in Italia per attività culturali, prima in vivacità culturale tra le città europee di medie dimensioni, prima in spesa pubblica culturale: sono tre medaglie d’oro che ci sentiamo addosso e che dimostrano come la città in questi anni abbia corso tra mostre, esposizioni pubbliche, investimenti in nuove strutture, a partire dal museo della Lingua, nelle fondazioni della Pergola e del teatro del Maggio musicale fiorentino”.

Nardella ha annunciato a breve un incontro con tutte le associazioni culturali cittadine per un momento di confronto, la prossima visita della commissaria europea alla cultura Marija Gabriel e le celebrazioni per il 50esimo anniversario Unesco che si terranno proprio a Firenze.

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